Ristoranti, cinema, teatri e palestre, la Sardegna crede nella riapertura: le nuove regole approvate

La Sardegna crede nella riapertura.

La Sardegna intravede la luce in fondo al tunnel. Ieri la Conferenza delle Regioni ha dato il via libera alle linee guida per le riaperture, un momento atteso e agognato da moltissimi.

Resta l’incognita della proroga in zona rossa, ma per ristoranti, piscine e palestre, passando per cinema, teatri e spiagge, c’è voglia di normalità. Le prime riaperture potrebbero arrivare già a fine aprile, anche se da molte parti è gettonata l’ipotesi che le serrande si rialzino dal 2 maggio. Per tornare a cena in un ristorante, invece, bisognerà attendere la metà del prossimo mese.

Intanto, pur con tutti questi spiragli di ottimismo, le perplessità e la rabbia delle categorie economiche restano. Dai ristoratori ai baristi, fino ai volti storici delle osterie, il malcontento è palpabile, dopo mesi di chiusure che hanno ridotto all’osso gli incassi mentre le spese non sono diminuite.

Dagli imprenditori arriva l’invito non soltanto a riaprire, ma a farlo in modo continuativo, senza la continua alternanza tra aperture e serrande che si abbassano. E se per molti ripartire, dopo mesi di magra, sarà tutt’altro che facile, il grido che si alza è uno solo: “Lasciateci lavorare”.

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