Calcio, Roberto Ogunseye saluta l’Olbia

Lo attende la sua nuova squadra.

Un visibilmente emozionato Roberto Ogunseye ha salutato l’Olbia, squadra dove ha militato negli ultimi tre anni e mezzo. Stagioni entusiasmanti, 94 presenze e 31 reti, il ragazzo arrivato nel gennaio 2017, lascia da uomo e bomber vero Olbia e la maglia bianca

Due colpi di testa segnano l’inizio e la fine di questa avventura sportiva. Quello al Pontedera, all’esordio, che valse il 3-2 e la vittoria finale il 22 gennaio 2017. E quello alla Giana Erminio, martedì, nella gara del congedo che ha regalato all’Olbia il diritto a giocare per il quinto anno consecutivo in Serie C

Oggi, nella sede societaria del Geovillage si è svolta la conferenza dei saluti in presenza della stampa e del presidente dei bianchi Alessandro Marino

“Sono contento di poter salutare tutti, penso sia un atto dovuto per dire grazie alla Società, alla città e a tutti i tifosi dell’Olbia – ha detto il giocatore -. Martedì, a Gorgonzola, abbiamo fatto qualcosa di speciale. La squadra meritava tutto questo perché in 9 uomini contro 11 sarebbe stato facile arrendersi. Invece noi abbiamo tenuto duro, rimanendo aggrappati con la testa e con il cuore alla gara. Abbiamo sofferto, ma non abbiamo mai mollato. E questo, alla fine, ha fatto sì che i sacrifici venissero ripagati“. 

La rete del pareggio è arrivata al 92′ di gioco, propiziata e finalizzata proprio da Ogunseye. “Conquistato il corner, ero sulle ginocchia perché cercavo di riprendere fiato. È difficile spiegare cosa è successo in quegli istanti che hanno preceduto il gol. Il mio istinto mi ha detto di guadagnare la posizione ed è andata bene. Direi che è stato il gol più importante della mia carriera“.

Una marcatura sulla quale Ogunseye aveva fantasticato alla vigilia dei playout. “Confesso che quando ho saputo che avremmo dovuto giocarci la stagione in due gare, ho pensato che sarebbe stato bello salvare la squadra con un mio gol. È andata proprio così, non posso che essere felice di questo. Il merito, però, è di tutti“. 

Negli attimi che hanno fatto seguito al gol, è rimasto immobile in mezzo all’area. “Non sapevo cosa fare, lo ammetto. Volevo correre verso qualche direzione, ma non avevo le energie per farlo. Ero semplicemente incredulo, ero convinto che avremmo potuto fare gol, ma sono rimasto frastornato per l’emozione“. 

L’ambiente di Olbia ha cullato e cresciuto uno degli attaccanti più attesi della prossima stagione. “Qua penso di essere cresciuto non solo calcisticamente, ma anche come uomo. Ho capito tanto anche di me stesso, sicuramente vedo la vita in maniera diversa rispetto a come la vedevo quando sono arrivato a 22 anni. Lascio un posto unico con un bagaglio che mi rende più ricco”. 

Dopo i festeggiamenti, arriverà il tempo di iniziare a pensare al Cittadella. “Sono carico e impaziente di vedere cosa mi aspetta. Io sono sicuro di me e so cosa posso dare alla mia nuova squadra. Dovrò fare in modo di ambientarmi il più velocemente possibile”. 

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