Calcio, Marco Degortes bomber con l’Olbia nel cuore

Reti e sentimenti del centravanti olbiese Degortes.

Marco Degortes, 28 anni, vestirà per il secondo anno consecutivo la maglia del Luogosanto in Prima Categoria. La stagione scorsa ha realizzato 34 reti. “Ripetermi non sarà certo facile. Ma cercherò di fare più gol possibili. Per un attaccante segnare è tutto“. Bomber Marco Degortes inizia a svezzarsi a soli 5 anni: “Olbia Boys. Allenatore Claudio Aloia. Già allora mi piaceva giocare davanti”. Lo plasma anche Livio De Gennaro prima di passare ai Giovanissimi dell’Olbia sotto le cure di Giuseppe La Rosa: “E’stato il tecnico che mi ha dato in senso assoluto di più sotto l’aspetto umano. Era una persona straordinaria“. Poi è la volta di Pippo Serreri, due campionati con gli allievi dei bianchi: “Un maestro di vita. Tatticamente con lui sono cresciuto tantissimo. “A turno venivamo convocati per la partitella del giovedì con la prima squadra e dovevamo essere pronti ad inserirci negli schemi“.

A 16 anni il ritiro precampionato ad Arona con l’Olbia di mister Sergio Bagatti. “Un’esperienza che mi è rimasta dentro. Ho capito che per riuscire a fare il calciatore ci vuole tanta fame e bisogna fare innumerevoli sacrifici“. Perchè Marco non c’è riuscito? “Ero ancora un ragazzino. Avevo la testa fra le nuvole“. Prima di un’affermazione secca e decisa. “Ritengo che ciascuno gioca dove merita”. Non senza rimpianti. “Era un’opportunità che potevo cercare di sfruttare meglio”. A dicembre dell’anno successivo Degortes passa dal bianco al verde del Tavolara:Vittorio Pusceddu mi stimava. In attacco dovevo giocarmi il posto con gente come Borrotzu, Stocchino, Casu e Siazzu. Non era certo facile”. Nella militanza tavolarina una rete pesante: “Quella del 2 a 1 a Guidonia. Segnai a pochi minuti dalla fine provando una grande gioia”. Mai come quella assaporata con indosso la maglia bianca. “Tre anni più tardi. Doppietta nella partita vinta 2 a 0 a Valledoria. E’ la soddisfazione più intensa della mia carriera”.

Perchè l’Olbia per Marco è il sale della vita. “Da bambino la domenica al Nespoli con mio padre era un obbligo. Quando combinavo qualche monelleria la punizione che non sopportavo era quella di non poter andare al campo”. Decine di realizzazioni nelle file del Porto Rotondo precedono l’arrivo a Luogosanto. “Una società modello fatta da persone serie e puntuali”. In tribuna tra il pubblico immancabili babbo e mamma. “Mi hanno sempre seguito. Sin da bambino“. Da qualche tempo c’è anche un’altra supertifosa. “Da due anni sto con Flavia. Mi ha dato equilibrio. E’una ragazza intelligente. Mi ha fatto capire che se qualche volta non segno non è la fine del mondo”. Centravanti vero. “Mi piace giocare spalle alla porta e fare spazio per i compagni”. Ci dobbiamo credere? “Non ho detto che non voglio segnare”. L’avevamo capito tutti Marco Degortes, bomber con l’Olbia nel cuore.

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