Calcio, Piero Marongiu e la gioia di tornare al Porto Rotondo

Passato e propositi dell’esterno sinistro Marongiu.

A 28 anni Piero Marongiu ritrova l’Eccellenza Regionale con il Porto Rotondo, lo stesso club con cui aveva già giocato 10 anni orsono. “Ancora non riesco a trattenere la gioia”. Esterno mancino di qualità. “Il piede destro non mi serve nemmeno per salire sull’autobus”. Una carriera tra Prima e Seconda Categoria che non rende pieno merito al suo valore. Giovanili con Olbia Boys, Porto Rotondo e Cuccureddu e a 16 anni la prima esperienza con i “grandi”: “Mi chiamò Tore Cubeddu al Palau“. La prima tappa di un tour infinito in terra gallurese. Golfo Aranci e subito Porto Rotondo: “Stagione sfortunatissima. Retrocessi al play out con il Villasimius”. Una squadra rimasta nella mente di Piero. “Simone Marini che ora è in panchina giocava al centro della difesa. Checco Fera era un fuoriclasse”.

Tanti allenatori sulla strada di Marongiu, ma uno soprattutto ha contribuito alla sua crescita tecnico-tattica: “Attilio Ricci è sicuramente uno dei migliori sulla piazza. Non smette mai di aggiornarsi e nello spogliatoio sa toccare le corde giuste. E’un grande motivatore“. Con dalla sua un’educazione particolare. “Si fa voler bene da tutti. E’una dote non comune”. Piero ricorda un’aneddoto: “La mia caratteristica principale è la corsa. Un giorno Attilio mi disse che sono un velocista mancato“. L’anno passato alla Star Sport l’ultima impresa con Ricci.”Giocavamo ad un ritmo superiore. Un successo meritatissimo”.

Quali le sensazioni di Piero al suo ritorno in Eccellenza. “So che dovrò allenarmi più degli altri perchè provengo da tante stagioni in categorie inferiori”. Lo spirito è quello giusto. “Mi metto a disposizione con umiltà. Ma farò di tutto per “mettere in difficoltà” Marini quando dovrà decidere la formazione”. Che campionato sarà? “Indubbiamente difficile con avversarie che hanno nelle proprie file calciatori che sono praticamente professionisti. Ma sono convinto che ce la giocheremo con tutti“. Con i precisi cross da sinistra di un certo Piero Marongiu. “Posso giocare basso o alto“. Simone Marini lo sa bene e non vede l’ora di mettere a frutto le discese sulla fascia del suo nuovo fluidificante. Come si diceva una volta.

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