Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale Dcp, la Sardegna avrà due squadre alla fase nazionale

Gian Piero Pinna campionato DCP Sardegna

Il campionato Dcp Sardegna premia le due squadre qualificate per Coverciano.

Il campionato Figc Dcp Lnd ha completato il percorso stagionale decretando le due formazioni che rappresenteranno la Sardegna alle finali nazionali dell’area paralimpica, in programma il 16 e 17 maggio a Coverciano. Un traguardo significativo che conferma la crescita del movimento regionale e la qualità delle squadre coinvolte nel progetto.

Nel Secondo Livello, il Tuttavista Galtellì ha espresso continuità, organizzazione e una struttura di gioco che ha permesso alla formazione baroniese di dominare l’intero campionato. La squadra ha mostrato una maturità tecnica evidente e una costanza di rendimento che le hanno consentito di imporsi in ogni fase della stagione.

Le squadre protagoniste nel campionato Dcp Sardegna.

Il Terzo Livello ha offerto un equilibrio diverso rispetto alla categoria superiore. La Macomerese ha conquistato la qualificazione grazie al conteggio previsto in caso di parità al termine di un percorso particolarmente combattuto. Il risultato premia determinazione, concentrazione e capacità di mantenere la competitività fino agli ultimi minuti del campionato.

Accanto alle due qualificate, il torneo ha messo in evidenza altre formazioni che hanno dimostrato organizzazione e qualità tali da poter competere a livello nazionale. Tra queste figurano Speedy Sport, AssoSulcis, La Torre e Full HD Olbia, tutte protagoniste di prestazioni solide e ben strutturate.

La partecipazione regionale e il progetto Fun & Play.

Una delle caratteristiche più rilevanti del campionato è stata la partecipazione crescente delle società, segno di un movimento consolidato nel territorio. Ferrini Cagliari, Una Ragione in Più con tre squadre, Gioventù Assemini con due formazioni, San Paolo Sassari, Cosmos Lab, Juventude Luras, F.C. Alghero e Ammentos hanno contribuito ad arricchire la competizione dal punto di vista tecnico e organizzativo. In aggiunta, Bruno Selleri ha partecipato con due squadre, offrendo ulteriore contributo al torneo.

Il quadro complessivo è stato ulteriormente completato dal Girone Fun & Play, che rappresenta la componente più formativa del progetto. L’iniziativa garantisce spazi di crescita, relazione e partecipazione per tutti gli atleti, indipendentemente dal livello competitivo, rafforzando la dimensione inclusiva del calcio paralimpico sardo.

Le giornate finali e la presenza della dirigenza nazionale.

Le ultime due giornate del campionato hanno acquisito un’importanza particolare grazie alla presenza dei vertici nazionali della DCP. Giovanni Sacripante, coordinatore nazionale, Maurizia De Micheli della segreteria Figc DCP e Dora Bendotti, referente nazionale, hanno seguito personalmente gare e organizzazione, manifestando apprezzamento per il lavoro svolto in Sardegna.

Durante le attività, Sacripante avrebbe sottolineato con entusiasmo i progressi registrati negli ultimi anni, evidenziando la qualità dell’organizzazione regionale, la competenza degli operatori e il clima di inclusione presente in ogni appuntamento.

L’impegno del Comitato Regionale Sardegna Lnd.

Il risultato complessivo rappresenta il frutto di una programmazione strutturata del Comitato Regionale Sardegna della LND, che ha investito con costanza nello sviluppo del settore paralimpico, operando in sinergia con l’Area Sociale della lega nazionale. Questo approccio ha reso la Sardegna una “regione laboratorio”, capace di sperimentare nuovi modelli, avviare progetti innovativi e costruire reti solide nel territorio.

In questo percorso si inserisce anche l’impegno di Gian Piero Pinna, dirigente della LND di riferimento per la Gallura,, che da anni coordina attività, società, tecnici e famiglie con continuità e attenzione. Nel suo intervento, Pinna ha dichiarato: “Desidero ringraziare il presidente e il direttivo del Comitato Regionale della LND Gianni Cadoni per la fiducia che continua a sostenere il nostro lavoro. Il percorso che stiamo costruendo insieme, anche grazie all’Area Sociale, sta trasformando la Sardegna in una regione laboratorio per numerosi progetti dedicati all’inclusione e al calcio paralimpico. Questo risultato appartiene a tutti: società, tecnici, famiglie e istituzioni. Per ultimo ma non ultimi desidero menzionare una componente federale che garantisce sempre presenza, professionalità e spirito interiore: l’Associazione Italiana Arbitri, alla quale va la mia stima incondizionata.”

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