Filippo Tortu risponde alle critiche sul risultato di Parigi.
Dopo la grande vittoria di Tokio nella 4×100 olimpica che ha portato Tortu, Desalu, Jacobs e Patta sul tetto del mondo, il quarto posto della 4×100 di Parigi ha deluso tutti. Nonostante fosse ben noto che Jacobs e Tortu abbiano recentemente affrontato un periodo di difficoltà, testimoniato dai risultati individuali nelle rispettive competizioni.
Sotto la lente di ingrandimento, questa volta, proprio l’eroe della medaglia d’oro di 3 anni fa. Filippo Tortu, che nella passata edizione aveva fatto impazzire i tifosi con la sua prestazione e in questa viene generalmente additato come il principale responsabile del quarto posto.
I numeri che inchiodano Tortu.
Tortu ha preso la staffetta quando l’Italia era a soli 3 centesimi dal Giappone, in seconda posizione, con un vantaggio di 35 centesimi sulla Gran Bretagna, 31 centesimi sul Sudafrica, 13 centesimi sul Canada. L’atleta di origine tempiese sembrava, in una prima fase, avere inserito il turbo, superando il giapponese e portandosi in testa. Ma negli ultimi metri è stato superato dagli atleti del Canada. Che hanno vinto praticamente con lo stesso tempo dell’Italia nelle scorse olimpiadi con 18centesimi di distacco dall’Italia. Che ha chiuso, in ogni caso, col quarto tempo azzurro di sempre e a soli sette centesimi dal bronzo della Gran Bretagna.
“Oggi, passata una notte a pensarci, voglio concedermi di esultare insieme ai miei compagni – scrive Filippo Tortu su Instagram -. Queste Olimpiadi mi hanno insegnato che a volte il risultato non rispecchia il tuo desiderio, ma sapete che c’è? Voglio godermi il momento. Per tutto quello che abbiamo dato, per quanto ci siamo allenati, per tutti i raduni fatti insieme per provare i cambi e arrivare ad affrontare questa gara. Non posso ritenermi soddisfatto di come ho corso, ma ce l’ho messa tutta e nel complesso siamo andati davvero forte, il tempo finale è ottimo e il percorso lo è stato ancora di più! Altre 3 squadre sono andate più forte e va bene così, complimenti a loro”.
“Non contano solo le medaglie”.
“Se ci concentrassimo sempre e solo sui risultati – prosegue l’atleta di origini sarde -, se ci giudicassimo sempre e solo per le medaglie, perderemmo il senso di quello che lo sport deve insegnare: sacrificio e amore per quello che si fa devono venire prima dei premi. Detto questo siamo una grande squadra, siamo tra i primi al mondo, siamo sempre quelli da battere e dunque vi lascio con le parole che rappresentano il mio stato d’animo: contento, ma la prossima volta rivincita”.
