Judo, un maestro per due campioni

Il segreto del successo dei gemelli Degortes.

I neo campioni del mondo veterans di judo Raimondo e Francesco Degortes sono entrati di diritto nella storia della città di Olbia e della  Sardegna intera. “Non abbiamo ancora metabolizzato quanto è successo”. I gemelli mondiali rivivono i fotogrammi pazzeschi che li hanno portati alla medaglia d’oro. “Quando combatti a questi livelli si è tutti sulla stessa linea. La differenza la fanno le sfumature”. Il primo pensiero va a Pasquale Deiana, amico e compagno di palestra al Centro Sportivo Olbia Judo, che è stato eliminato al primo turno per un’inezia. “Poteva capitare anche a noi. Il judo è così. Dopo la sconfitta ha pensato solo a caricarci a mille. Le medaglie le ha vinte anche lui“. Gemelli diversi sul tatami. Raimondo spiega: “Il mio judo è fisico. Il suo invece è tecnico: è il chirurgo della materassina“. Francesco specifica: “Raimondo punta a sradicare l’avversario che ha davanti a tutti i costi. Io invece cerco la perfezione del gesto”.

Gemelli con un maestro inarrivabile. “Efisio Mele subito dopo le finali ci ha ringraziato per quello che avevamo fatto per lui. E’incredibile: lui che ci ringrazia, dopo quello che ci ha insegnato; dopo che il suo spirito ci ha plasmato”. Tre parole dicono tutto. “Siamo opere sue”. Francesco è stato il primo a disputare la finale. “Quando ho vinto ero contento a metà. Se Raimondo non avesse trionfato non sarebbe stata una vittoria completa”. I gemelli che si abbracciano in lacrime dopo il successo. “Quel momento non ha prezzo. Non lo avrà mai. Vale quanto dieci medaglie d’oro“. Campioni di vita. “Non sempre si vince. Tante volte abbiamo perso. Ma da quelle sconfitte siamo sempre ripartiti con determinazione e perseveranza”. Ad un certo punto Raimondo cerca sul telefonino il video dei due incontri. Piangono di nuovo. “Faccio judo per il brivido che ti passa dentro” rivela Francesco che per arrivare sul tetto del mondo ha battuto tutto il podio degli ultimi campionati europei. “Mai smettere di inseguire i sogni. Prima o poi in qualche modo i sacrifici vengono ripagati” afferma Raimondo.

Efisio Mele ritorna nei discorsi. “Con lui c’è un’alchimia perfetta. La sua presenza ci permette di dare il 140%. Tutti vorrebbero avere un maestro così”. E adesso cosa faranno i gemelli d’oro? “Per qualche giorno ce la godiamo, come è giusto che sia”. Una pausa di breve durata. “Il campione è quello che risale subito sulla macchina e riparte”. La palestra come seconda casa. “Il Centro Sportivo Olbia è la nostra famiglia”. L’umiltà delle persone vere. “Piedi per terra. Speriamo che questo sia un altro punto di partenza. In certi risultati la fortuna conta molto poco. Bisogna fare molti sacrifici”. Un auspicio. “Vorremo che quello che siamo riusciti ad ottenere sia da stimolo per il movimento judoistico olbiese e per gli atleti di tutta l’isola”. Il pubblico di Olbia in delirio. “Sembra la sceneggiatura di un film. Invece è successo davvero”.

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