Body Building, dopo l’infortunio Omar diventa campione italiano

Omar Obino, originario di Olbia, diventa campione italiano nella competizione di body building.

Omar Obino, atleta di Olbia, diventa Campione Italiano, l’ultimo tassello che mancava per completare un curriculum sportivo di altissimo livello nel mondo del bodybuilding. La gara è stata svolta all’hotel principe Pomezia Roma, l’11 luglio scorso.

Obino non è nuovo ai palcoscenici più prestigiosi. L’atleta stato Campione d’Europa, vicecampione all’Arnold Classic Ohio e vicecampione all’Olympia Spain nel 2016. Nel 2023 ha vinto il Mr. Universe IFBB, categoria over 40, e ha trionfato anche nella prestigiosa Diamond Cup Roma.

Il bodybuilder è stato due volte finalista tra i Top Six ai Campionati del Mondo (quinto nel 2016 e sesto nel 2022), vanta un palmarès nazionale invidiabile nella IFBB: due vittorie al Ludus Maximus, una alla Notte dei Campioni, e un secondo posto ai Campionati Italiani nel 2016.

La sua carriera, però, è stata segnata anche da momenti difficilissimi. “La soddisfazione più grande è esserci riuscito dopo un ultimo grave infortunio alla schiena che aveva causato l’espulsione di almeno 12 ernie comprese le protezioni – ha dichiarato Obino -. Era impossibile gareggiare, ma la testa e il volere ritornare fa si che vengano superati i limiti. Ringrazio tutte le persone che realmente mi hanno sostenuto e al dottor bellabona che è l’unico medico che ha creduto nel mio recupero e ne è stato anche un po’ l’artefice di tutto questo“.

Nel 2022, dopo l’incidente, è tornato in scena con forza e determinazione: secondo posto alla Proteina Cup, di nuovo secondo agli Italiani, e vittoria assoluta al Colosseum. Nel 2023 ha collezionato un altro secondo posto alla gara internazionale di Rimini Wellness e ancora un secondo posto ai Campionati Italiani.

Il titolo tricolore è arrivato al quarto tentativo, nella gara del 5 luglio 2025, simbolo della straordinaria tenacia di un atleta che non ha mai mollato. Una soddisfazione ancora più grande se si considera l’ultimo ostacolo superato: un grave infortunio alla schiena, con l’espulsione di almeno 12 ernie, una condizione che sembrava rendere impossibile il ritorno in gara.


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