La primavera ad Arzachena porta un regalo: l’asparago selvatico

Anche ad Arzachena arriva il momento dell’asparago

di Pietro Lobrano

Ad Arzachena la primavera è finalmente arrivata trasformando le campagne in un suggestivo panorama verdeggiante e intriso di mille colori e profumi, come quello dell’asparago. Fiori, piante, ed alberi appaiono in questo periodo più che mai rigogliosi e lussureggianti. Un intenso profumo tipico della meravigliosa vegetazione gallurese si diffonde nell’aria apportando un senso di libertà e voglia di stare all’aperto. La vegetazione si è risvegliata e con essa tutta la flora selvatica gallurese si è ripresentata puntualmente all’appuntamento stagionale. In particolare, per la gioia di tutti gli appassionati delle passeggiate campestri, è tornata a spuntare abbondantemente una tipica pianta la cui raccolta, alla stregua dei funghi, è diventata una nuova e diffusa passione degli arzachenesi e non solo! Stiamo parlando dell’asparago selvatico.

La storia dell’asparago selvatico

Questa pianta commestibile cresce abbondantemente nelle campagne galluresi e ad Arzachena è più che mai presente. Durante le belle giornate di questo ultimo periodo, non è difficile imbattersi in persone che vanno alla ricerca di questo prezioso dono della natura. Gli appassionati fanno a gara a chi ne raccoglie di più. Al di la del fattore del divertimento e, soprattutto, del gusto e dei sapori, però non tutti sanno che l’asparago selvatico è un prezioso alleato della salute.
Giova ricordare che l’asparago è una pianta nota fin dalle antiche civiltà ed apprezzata per le sue proprietà diuretiche, depurative ed afrodisiache. Originaria dell’Asia, era conosciuta dagli antichi Egizi già nel 5.000 a.C.. Questi raffiguravano l’asparago sulle piramidi, a dimostrazione di quanto fosse importante la pianta, non solo per uso alimentare, ma anche come medicamento.

Furono proprio gli Egizi a diffondere l’asparago in tutto il Mediterraneo e furono gli antichi Romani a sfruttarne le proprietà, proponendo nuovi gustosi piatti. Plinio, Catone, Columella scrissero molto sui metodi di coltivazione e di cottura; Celso e Galeno ne definirono le mirabili proprietà depurative. Piaceva agli imperatori romani, che fecero costruire apposite navi, dedicate solo alla raccolta di questo vegetale. I primi medici dall’antica Mesopotamia fino ai romani lo prescrivevano come potente afrodisiaco, da cui l’origine della parola “asparagos”, derivante dal greco e che significherebbe proprio “essere turgido”.
L’asparago selvatico è costituito al 90% da acqua ed utile, quindi, in un percorso dietetico.

Le sue proprietà

Discreto è il contenuto in proteine (2,2%) ed in carboidrati (3,9%). Questi ultimi sono per lo più costituiti da fibre e zuccheri solubili (fruttosio, glucosio). L’elevata presenza di provitamina A, vitamina C ed E rendono questo vegetale una scelta eccellente in chi vuole seguire una dieta antinfiammatoria. Da segnalare, inoltre, la presenza di acido folico (vitamina B9), essenziale per il corretto sviluppo del feto e consigliato come antianemico. Sembrerebbe che l’azione depurativa di questo vegetale influenzi positivamente il sistema nervoso. L’elevata presenza di fibre aiuta a regolarizzare l’intestino. La presenza delle vitamine del gruppo B aiuta a riattivare i processi metabolici ed aumenta l’appetito. L’elevato contenuto in rutina, assieme alla presenza di vitamina C, aiuta a rinforzare la parete dei vasi sanguigni.

L’asparago ha un elevato contenuto in purine, che combattono la ritenzione idrica, utile dunque in chi soffre di cellulite. L’asparago ha un forte effetto rimineralizzante, grazie all’elevata presenza di magnesio, ferro, rame, fosforo, calcio e potassio. L’asparago selvatico, inoltre, contiene una buona dose acido acetilsalicilico ed asparagina, aminoacido non essenziale. In conclusione, le innumerevoli proprietà dell’asparago selvatico lo rendono un alimento irrinunciabile nelle diete della stagione primaverile.
Buon asparago a tutti.

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