Cannigione celebra i suoi nonnini: pranzo d’onore per gli over 80

Il pranzo dei nonnini a Cannigione.

Esistono momenti in cui il valore di una comunità non si misura attraverso i numeri, ma attraverso il peso della memoria e il calore della condivisione. È quanto accaduto nei giorni scorsi a Cannigione, dove l’Associazione Culturale “San Giovanni Battista” ha promosso un’iniziativa dedicata alle radici profonde del borgo: un pranzo conviviale che ha riunito i cittadini over 80.

Oltre tremila anni di storia vissuta.

L’evento non è stato soltanto un appuntamento gastronomico, ma un vero e proprio tributo alla memoria storica del territorio. Attorno ai tavoli imbanditi si è concentrato un patrimonio inestimabile: oltre 3.500 anni di vita vissuta. Tra i sorrisi e gli sguardi dei presenti sono riaffiorati i racconti di una Cannigione d’altri tempi, sospesa tra le fatiche del mare e il lavoro nelle campagne, testimoniando l’evoluzione di un centro che ha saputo farsi casa accogliente anche per chi vi è giunto in epoche successive.

La tradizione nel piatto.

A nutrire il corpo e lo spirito è stata una cucina curata nei minimi dettagli. Una menzione di rilievo va ad Alice e Gianni, che hanno coordinato i fornelli con maestria. Protagonista assoluta della tavola è stata la “suppa cuata”, regina indiscussa della cucina gallurese, capace di evocare ricordi d’infanzia e di confermare il legame indissolubile tra identità e sapori locali.

L’impegno del Direttivo e delle Istituzioni

La riuscita della giornata è stata resa possibile dal lavoro corale del Direttivo dell’Associazione, guidato con dedizione dal presidente Paolo, i cui componenti si sono spesi con spirito di servizio per garantire la perfetta accoglienza degli ospiti.

All’evento hanno preso parte anche le Autorità Civili, a testimonianza della rilevanza sociale dell’iniziativa, e il parroco Don Santino. Quest’ultimo, nel benedire la mensa, ha sottolineato l’importanza dell’incontro interpersonale, definendo lo stare insieme come la forma più alta di ricchezza per una collettività.

Un omaggio ai nonnini di Cannigione.

L’iniziativa si è conclusa con un senso di profonda gratitudine verso i “nonni” di Cannigione. In un’epoca che corre veloce, la comunità ha scelto di fermarsi per ascoltare il tempo, incarnato dai volti e dalle parole dei suoi anziani. Non è stato solo un pranzo, ma un atto d’amore verso chi, con la propria presenza, continua a essere il pilastro della memoria storica del borgo.

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