Nuove polemiche sul servizio scuolabus ad Arzachena, protesta dei genitori
L’emergenza scuolabus ad Arzachena si arricchisce di un nuovo capitolo, i genitori si lamentano di nuovo per l’organizzazione del servizio. Dopo la drastica riduzione del servizio per l’anno scolastico 2025/2026, motivata dalla “cronica mancanza di autisti”, le famiglie escluse dal trasporto sollevano una forte critica: i pulmini viaggerebbero semi-vuoti, mentre centinaia di bambini residenti entro i due chilometri dalle scuole sono costretti a raggiungere a piedi gli istituti.
La riorganizzazione, comunicata con un post su Facebook a ridosso dell’apertura delle scuole, ha limitato il servizio solo agli alunni che risiedono oltre la soglia dei due chilometri di distanza, escludendo interi rioni urbani e la frazione di Abbiadori.
La protesta dei genitori
Una nota inviata al nostro giornale da un gruppo di madri e padri di Arzachena evidenzia “il disagio del servizio dei pulmini, interrotto”. I genitori si lamentano che “vediamo pulmini viaggiare praticamente vuoti, 4/5 bimbi per pulmino. Questo perché molti genitori che usufruiscono del servizio, vivendo in campagna, hanno deciso di non farli viaggiare perché il pulmino passa troppo presto.” I genitori si chiedono, con logica incalzante: se i mezzi sono quasi vuoti, perché non estendere il servizio per “recuperare i bimbi esclusi perché entro i due chilometri dalla scuola?”
La questione ribalta la narrativa comunale. Se in precedenza la battaglia si concentrava sulla conciliazione famiglia-lavoro e sulle difficoltà di mandare i figli a piedi con l’arrivo dell’inverno (come già denunciato: “Non tutti in Città hanno due auto… Mandereste i vostri figli a piedi a scuola, sotto ogni intemperia?”), ora il focus si sposta sull’efficienza del servizio rimanente.
Il disagio: i genitori che risiedono nelle zone precedentemente servite (come Rione Tanca di Lu Palu, Li Tauli, Rione Pastura e Abbiadori) continuano a fronteggiare l’onere di accompagnare i figli, impattando sui loro orari di lavoro (come già lamentato: “chi lo spiega al proprio datore che a lavoro si arriva sempre dopo le 9?”).
La controversia: la visione di pulmini quasi vuoti rende la riduzione del servizio un paradosso, sollevando il dubbio che il problema non sia solo la carenza di autisti, ma una gestione rigida e non ottimizzata delle poche risorse disponibili.
L’assenza di dialogo
Le famiglie colpite dal disservizio lamentano anche la mancanza di dialogo con l’amministrazione:
“Contattata più volte l’amministrazione comunale e mai avuto risposte se non che fino a che hanno potuto ci hanno dato gratuitamente il servizio, cosa che ora a detta loro non è più possibile”.
L’unica risposta ricevuta, che fa riferimento al fatto che il servizio fosse precedentemente gratuito, appare inadeguata e non risponde alla richiesta fondamentale: utilizzare i posti vuoti sui pulmini esistenti per alleviare il disagio delle famiglie escluse. L’indignazione delle famiglie, che avevano già minacciato una manifestazione, non accenna a placarsi. La comunità attende ora una risposta concreta da parte del Comune che chiarisca come sia possibile che un servizio vitale venga drasticamente ridotto e, contemporaneamente, sottoutilizzato.
