La vicenda dell’eliporto in Costa Smeralda.
Un terreno acquistato improvvisamente, ruspe entrate in azione nel giro di pochi giorni e il decollo di un fitto via vai di elicotteri a bassa quota, proprio a ridosso delle finestre delle abitazioni e dei pascoli. Succede in Gallura, precisamente in località Mirialveda, un’area strategica posizionata tra il centro di Arzachena e le esclusive frazioni di Porto Cervo.
Mentre i residenti e le cronache locali parlano apertamente del nuovo “Eliporto della Costa Smeralda”, un dettagliato esposto presentato da un cittadino e inviato a tutte le istituzioni competenti solleva pesanti dubbi sulla regolarità delle operazioni. Il cuore della vicenda ruota attorno a un preciso interrogativo tecnico e legale: la struttura in via di realizzazione è un vero eliporto o un’elisuperficie?
La differenza tra le due definizioni non è affatto formale o semantica: si tratta di due categorie giuridiche distinte che comportano obblighi d’attuazione diametralmente opposti. Le differenze: eliporto vs elisuperficie permanente vs elisuperficie occasionale. Per comprendere la portata del caso sollevato a Mirialveda, è necessario mappare i requisiti richiesti dalla normativa aeronautica italiana (regolata dall’ENAC) per ciascuna tipologia di infrastruttura idonea al volo verticale.
L’eliporto (Infrastruttura permanente complessa) È un vero e proprio aeroporto destinato esclusivamente agli elicotteri. È un’opera permanente aperta al pubblico interesse o a scopi commerciali strutturati.
Autorizzazioni richieste: certificazione formale ENAC (con validità triennale), conformità totale all’Annesso 14 ICAO Vol. II, Nulla Osta di Sicurezza Pubblica della Questura. (L’Annesso 14 ICAO (Volume II) è il codice internazionale che detta le regole d’oro per la sicurezza degli eliporti in tutto il mondo. Non si tratta di una semplice linea guida, ma di un severissimo protocollo tecnico – recepito in Italia dall’ENAC – che impone calcoli millimetrici sulle dimensioni delle piste, l’assenza assoluta di ostacoli (come alberi o tralicci) nelle traiettorie di volo e la presenza di sistemi antincendio industriali).
· Vincoli ambientali e urbanistici: obbligo di variante urbanistica al Piano regolatore generale (PRG), Valutazione di impatto ambientale (VIA) regionale, piano di zonizzazione acustica e sistemi industriali di disoleazione delle acque piovane per prevenire sversamenti di cherosene nel sottosuolo.( Nel caso di Mirialveda, il residente solleva il problema perché, se il terreno è stato solo spianato con le ruspe per far atterrare subito gli elicotteri, questo impianto ecologico quasi certamente non esiste. In caso di perdite di carburante, il cherosene finirebbe dritto nel sottosuolo, minacciando i pascoli e gli allevamenti della zona).
L’elisuperficie permanente (Registrata)
Un’area idonea all’atterraggio gestita in modo continuo, ma con standard infrastrutturali ridotti rispetto a un eliporto. Autorizzazioni richieste: comunicazione asseverata a ENAC tramite portale telematico, planimetrie georeferenziate firmate da un tecnico abilitato, Nulla Osta del Questore.
· Vincoli ambientali: relazione previsionale di impatto acustico comunale e autorizzazioni edilizie per eventuali opere connesse (recinzioni, piazzole cementate).
L’elisuperficie occasionale
Un’area di terreno (anche un prato o uno spiazzo privato) utilizzata per scopi sporadici, che non comporta modifiche permanenti dello stato dei luoghi. I limiti di legge: il regolamento ENAC stabilisce che un’elisuperficie sia “occasionale” solo se registra meno di 100 movimenti all’anno e non più di 20 movimenti nel mese di massimo traffico (tipicamente agosto). Semplificazione burocratica: non richiede certificazioni preventive ENAC né valutazioni acustiche stabili, poiché l’impatto sul territorio è considerato trascurabile dalla legge.
Il presunto sotterfugio: l’aggiramento della burocrazia. È proprio nelle maglie della definizione di “elisuperficie occasionale” che si anniderebbe il presunto stratagemma denunciato nell’esposto. Secondo l’ipotesi sollevata dal residente, i promotori dell’opera a Mirialveda avrebbero potuto qualificare la pista come occasionale al solo fine di bypassare la trafila di autorizzazioni preventive, per poi operare fin da subito con ritmi da infrastruttura commerciale permanente.
I punti d’ombra che configurerebbero l’elusione della norma si dividono in tre aspetti principali in frequenza dei voli incompatibile. L’esposto denuncia voli “praticamente quotidiani”. Se tale frequenza venisse accertata dagli organi di controllo, il limite legale dei 20 movimenti mensili verrebbe polverizzato in pochi giorni, trasformando di fatto l’attività da occasionale a permanente (e quindi totalmente abusiva in assenza dei decreti necessari).
Abuso edilizio e sbancamenti: l’elisuperficie occasionale prevede l’uso del terreno nello stato in cui si trova. L’uso di ruspe per spianamenti e sbancamenti massicci – come descritto nella denuncia – configurerebbe una modifica permanente del territorio, operazione che richiederebbe permessi di costruire e nulla osta paesaggistici del Comune di Arzachena, apparentemente non visibili sul sito.
Il fattore ambientale e zootecnico: la zona di Mirialveda ospita allevamenti bovini. Il sorvolo continuo e ravvicinato starebbe causando un grave stress acustico al bestiame. Un’elisuperficie permanente avrebbe dovuto obbligatoriamente presentare una valutazione di impatto acustico per tutelare le attività economiche e i residenti confinanti, adempimento che in regime di “occasionalità” verrebbe inizialmente aggirato.
L’esposto si chiude con una formale richiesta di sopralluogo ispettivo urgente da parte di tutte le istituzioni e gli enti competenti coinvolti, affinché si verifichi l’immediata legittimità dei cantieri, la regolarità di un eventuale deposito di carburante e il potenziale rischio incendi in una zona ricca di vegetazione spontanea.
Il sospetto del firmatario è che si sia voluto sfruttare il vuoto dei controlli immediati per mettere le autorità davanti al fatto compiuto, sfruttando la stagione turistica ormai alle porte. Spetterà ora agli enti accertatori fare luce sul giallo di Mirialveda e stabilire se i confini della legge sul volo da diporto e privato siano stati superati.
