Pesca illegale di ricci di mare ad Arzachena, maxi multa per 2 persone

Dovranno pagare 4mila euro ciascuno.

Continua la costante attività di controllo lungo l’intera filiera dei prodotti ittici condotta dai militari della Guardia Costiera di La Maddalena che, nella mattinata odierna, hanno portato a conclusione un’operazione di polizia giudiziaria a tutela del rispetto delle leggi sulla pesca, a garanzia della salute dei consumatori.

I militari della Guardia Costiera di La Maddalena in servizio di pattugliamento lungo il litorale di giurisdizione a sud est dell’Arcipelago, in località Cala Bitta del Comune di Arzachena hanno sorpreso due pescatori sportivi intenti in attività di pesca sportiva del riccio di mare (Paracentrotus lividus), attività consentita per i pescatori sportivi solamente nei giorni di sabato, domenica e festivi durante il periodo consentito dal calendario (dal 15 novembre 2018 al 15 aprile 2019) nel rispetto del Decreto N. 3097/DecA/61 del 8 novembre 2018 dell’ Assessorato dell’ Agricoltura e riforma agro-pastorale della Regione Autonoma della Sardegna.

Ai trasgressori, due cittadini di Oristano, sono state contestate due sanzioni amministrative per un importo di 4mila euro ciascuna e contestualmente è stata sequestrata l’attrezzatura da sub utilizzata compreso un paio di bombole, così come previsto dalla normativa in materia, oltre alla confisca di circa 1150 esemplari di Riccio di Mare (Paracentrotus lividus) suddivisi in quattro ceste.

I ricci di mare confiscati risultati ancora vivi, nel rispetto della normativa vigente e dell’ecosistema marino, sono stati rigettati in mare al largo dai dipendenti militari della Guardia costiera di La Maddalena.

La restrizione voluta dalla Regione Autonoma della Sardegna, in ordine ai giorni consentiti per l’effettuazione della pesca sportiva del riccio di mare, trova origine nella grande sofferenza in cui versa la risorsa del riccio in tutti gli areali di prelievo dei mari della Sardegna ed è indirizzata alla tutela della salvaguardia della risorsa nonché alla sostenibilità futura della filiera.

L’operazione di polizia ha impedito la potenziale veicolazione dell’echinoderma sulle tavole dei consumatori, dove sarebbe potuto arrivare attraverso canali illeciti per essere mangiato crudo o utilizzato in polpa, ed è chiaro indice di come la Capitaneria di porto di La Maddalena continui a dedicare particolare attenzione alla prevenzione e repressione dell’attività di commercializzazione illecita del prodotto ittico, a tutela del consumatore finale ed in linea con le proprie competenze e prerogative istituzionali.

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