Problema rifiuti ad Arzachena: diffida e richiesta di tagliare la Tari

rifiuti arzachena

La gestione dei rifiuti ad Arzachena finisce al centro di una dura battaglia per il decoro urbano con diffida e richieste sulla Tari. Il Comitato amici a difesa dell’ambiente ha denunciato la situazione direttamente ad ANAC, ARERA e al Responsabile della trasparenza del Comune. Sotto la lente d’ingrandimento sono finite le presunte ravi inefficienze del servizio di igiene urbana e i mancati controlli sull’appalto.

Il dossier

Un dossier dettagliato raccoglie oltre ottanta segnalazioni inviate tra marzo e luglio per documentare una situazione ormai insostenibile. I cittadini lamentano continui abbandoni di spazzatura, mancati ritiri e una diffusa condizione di degrado nelle aree pubbliche. Tra i punti più critici spicca la provinciale 59, arteria strategica che unisce Arzachena, Baja Sardinia e Porto Cervo.

Le contestazioni mettono in luce precise violazioni contrattuali che penalizzano la qualità della vita dei residenti e l’immagine del territorio. Mancherebbe la Carta del servizio, l’applicazione ufficiale per i reclami non sarebbe attiva e i passaggi di raccolta salterebbero regolarmente. Inoltre, le telecamere acquistate per contrastare gli illeciti risulterebbero ancora spente nonostante una determina dello scorso aprile.

La diffida al Comune di Arzachena sui rifiuti

Si sollecita la Polizia locale a fare chiarezza sulle sanzioni erogate e sulle future strategie di monitoraggio ambientale. Nel frattempo, sul tavolo del Comune è arrivata una formale diffida che chiede la riduzione della TARI del 60%. La richiesta si basa sulle direttive ARERA, che prevedono sconti tariffari quando gli standard minimi di qualità non vengono rispettati.

Per dare un contributo concreto alla comunità, il Comitato ha sviluppato una nuova applicazione mobile gratuita in fase di lancio. Questo strumento permetterà ai residenti di mappare i punti critici e inviare segnalazioni geolocalizzate sul degrado urbano. I dati raccolti serviranno a tracciare l’evoluzione delle criticità per fornire prove oggettive alle autorità competenti.

“La tutela del territorio e la qualità dei servizi pubblici rimangono i pilastri di questa mobilitazione che chiede risposte immediate. La salvaguardia ambientale non può più attendere rinvii burocratici o giustificazioni amministrative”.

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