Arzachena anticipa il servizio scuolabus, ma le famiglie non si fidano

La rabbia dei genitori per il servizio scuolabus ad Arzachena.

La rabbia delle mamme di Arzachena non si è placata. Nonostante l’amministrazione comunale e la società municipalizzata Geseco abbiano annunciato l’anticipo del servizio scuolabus al 22 settembre, le famiglie restano in allerta e considerano la mossa un “contentino”. La protesta è nata dal ridimensionamento del servizio per l’anno scolastico 2025/2026, annunciato via Facebook con appena una settimana di preavviso, che escludeva tratte all’interno di centri urbani e borghi. Le mamme, indignate, avevano sollevato dubbi sulla gestione del problema e sull’impatto che il taglio avrebbe avuto sulla conciliazione tra famiglia e lavoro, soprattutto per chi non ha la possibilità di avere due auto.

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La frustrazione delle famiglie: “Una manovra per placare gli animi”

L’anticipo del servizio, che inizialmente era previsto per il 1° ottobre, è visto dalle famiglie non come una soluzione, ma come un modo per placare gli animi. Le famiglie non hanno mai avuto dubbi che la questione principale non fosse l’inizio del servizio, ma la totale esclusione degli studenti che vivevano nelle zone periferiche del paese, come Rione Tanca di Lu Palu, Li Tauli, Rione Pastura e la frazione di Abbiadori.

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La protesta continua: nessuna soluzione concreta

Nonostante l’annuncio, nulla è stato risolto. Le famiglie si sentono prese in giro e ritengono evidente la volontà dell’amministrazione di non risolvere il problema, ma solo di pulirsi la coscienza. Il comunicato ufficiale, che parla di “verifiche d’ufficio per la ricerca di soluzioni alternative”, non è sufficiente a rassicurare le famiglie. La situazione è resa ancora più critica dal fatto che, nonostante il consiglio comunale sia previsto per domani, la questione non è stata inserita tra i punti di discussione principali, lasciando le speranze nel generico punto “SEGNALAZIONI”.

Un problema nazionale che emerge ad Arzachena

La vicenda di Arzachena non è un caso isolato, ma riflette un problema nazionale: la difficoltà di reperire autisti di scuolabus. Un lavoro essenziale che spesso soffre di una scarsa attrattiva a causa di turni spezzati e retribuzioni non competitive. La corsa contro il tempo di Geseco e dell’amministrazione comunale dimostra l’urgenza di una problematica che va oltre il singolo comune e richiede risposte strutturali. Le famiglie di Arzachena, nonostante l’anticipo, continueranno a lottare finché il problema principale non sarà risolto.

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