Restituiti gli atti alla Procura per rintracciare l’imputata.
Il procedimento giudiziario a una badante per la morte di Cesidio Cugini, pensionato di 77 anni di Calangianus, si è fermato in aula. La Corte d’assise di Sassari ha infatti disposto la sospensione del processo e la restituzione degli atti alla Procura, ritenendo necessario rintracciare l’imputata prima di poter proseguire con il dibattimento.
Al centro della vicenda c’è la badante di Calangianus, Maria Plugariu, 60 anni, di nazionalità romena, imputata per abbandono di incapace e omissione di soccorso, con l’aggravante di aver contribuito alla morte dell’uomo che assisteva. Secondo quanto emerso, la donna risulta irreperibile da tempo e non avrebbe ricevuto le notifiche successive alla conclusione delle indagini preliminari.
I fatti avvenuti nell’ottobre 2020.
La vicenda risale al 5 ottobre 2020, quando i soccorritori del 118 intervennero nell’abitazione di Cesidio Cugini a Calangianus. L’uomo venne trovato agonizzante, con evidenti ecchimosi al volto e al torace. La badante riferì ai sanitari che il pensionato era caduto nella vasca da bagno due giorni prima, procurandosi le ferite.
Cugini venne ricoverato all’ospedale di Nuoro, dove morì diciotto giorni dopo, il 21 ottobre. Secondo l’accusa, l’uomo soffriva di diverse patologie, tra cui demenza senile e gravi difficoltà motorie, condizioni che lo rendevano particolarmente vulnerabile.
Le contestazioni della Procura.
Per la Procura, la badante di Calangianus non avrebbe garantito le cure necessarie al pensionato e avrebbe allertato i soccorsi con ritardo. Una condotta ritenuta omissiva e, secondo l’impostazione accusatoria, determinante nel peggioramento delle condizioni dell’uomo fino al decesso.
Il processo, celebrato davanti alla Corte d’assise di Sassari, si è però arenato sulla questione della presenza dell’imputata. Il difensore ha rappresentato l’impossibilità di contattare la donna già dal 2022, ipotizzando anche un rientro nel Paese d’origine o una situazione ancora più grave.
La decisione della Corte.
Come scrive La Nuova Sardegna, la Corte, ritenendo imprescindibile che l’imputata sia messa a conoscenza del procedimento a suo carico, ha accolto la richiesta di sospensione. Gli atti sono stati quindi restituiti alla Procura affinché vengano avviate le ricerche e rinnovate le notifiche. Solo dopo l’eventuale rintracciamento della donna, il processo potrà riprendere il suo corso.




