Rimozione degli arredi “in più” e chiusura di 5 giorni per un ristorante a San Pantaleo
Pugno duro del Comune di Olbia contro un ristorante di San Pantaleo che non ha rispettato la concessione di suolo pubblico. I controlli della Polizia locale risalgono al 10 e al 30 luglio, gli agenti hanno controllato gli spazi occupati dal ristorante “Giagoni in piazza“. Con un autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico di 125 metri ne risultavano impegnati 167.
I controlli della Polizia locale
“Occupazione di una porzione di suolo pubblico mediante posizionamento di strutture e arredi costituiti da una struttura fissa (dehor) più un ulteriore pedana su cui sono posizionati tavoli, sedie e ombrelloni, il tutto circondato da fioriere perimetrali; oltre alle predette strutture risultano posizionati, sempre su area pubblica e in adiacenza al “dehor” e alla pedana, una consolle in legno, un leggìo, una credenza in legno e un tavolo rotondo. La superficie dell’occupazione così come riscontrata in sede di controllo risulta pari a mq. 167 e supera di mq. 42 la superficie autorizzata, pari a mq. 125″. I controlli sono scattati anche nel retro. “Occupazione di suolo pubblico misurata in mq. 10 su Piazza Tola, n. 10, consistente nel posizionamento in una struttura in legno adibita alla raccolta rifiuti; si riscontrava una ulteriore occupazione, in esubero rispetto al suolo autorizzato sulla Piazza Vittorio Emanuele per mq. 12 consistente nel posizionamento di fioriere, tavoli e sedie“.
La sanzione del Comune
Il Comune ha ordinato al ristorante di togliere tutti gli arredi “abusivi” e di restare chiuso per 5 giorni. “L’immediata rimozione dell’occupazione abusiva del suolo pubblico (..) ed il ripristino dello stato dei luoghi, a cura e spese della medesima ditta – è quanto dispone il Comune – La chiusura dell’attività in sede fissa, esercitata nel locale denominato “Ristorante Giagoni in Piazza” (…) per un periodo di 5 (cinque) giorni consecutivi a decorrere dal giorno successivo alla notifica della presente ordinanza e comunque fino al pieno adempimento dell’ordine di cui al punto. La determina firmata dal dirigente del settore Suape precisa che “laddove il ripristino avvenga prima dei 5 (cinque) giorni la chiusura non potrà comunque essere inferiore a giorni 5 (cinque)”.
