L’acqua potabile di Olbia è una delle più contaminate d’Italia
Olbia è tra le città italiane con l’acqua potabile tra le più contaminate. Se anche soltanto assaggiandola si può comprendere la (pessima) qualità dell’acqua corrente in città, c’è una fonte più autorevole che boccia la porta della Gallura per il suo servizio idrico.
Si tratta del nuovo rapporto di Greenpeace, che svela come la città gallurese non solo è tra le peggiori in Sardegna, ma lo è anche in rapporto a tanti altri comuni italiani. Infatti è sesta nella Penisola per alto tasso di contaminazione dell’acqua. Il report è stato stilato analizzando 235 comuni italiani e quello olbiese è risultato quello con la più elevata concentrazione di PFAS, ovvero inquinanti esterni impiegati nell’acqua potabile. Si tratta di sostanze chimiche che non possono essere rimosse con i normali sistemi di potabilizzazione.
Olbia è una delle pochissime realtà del Sud Italia a presentare questa situazione. Infatti, tra i quattro comuni italiani con l’acqua che presenta la più alta concentrazione di PFAS ci sono solo città del nord e del centro Arezzo, Milano (via Padova), Perugia e Arzignano.
Tornando ai risultati regionali, Olbia risulta la città con la peggiore qualità dell’acqua potabile per numero di PFAS, seguita da Cagliari che però risulta contrassegnata dal colore arancio, rispetto al rosso del comune gallurese. Questo perché Olbia ha riportato un valore di 48 PFAS, mentre Cagliari ne ha 21. Seguono Siniscola (16,3), Nuoro (12,7), Porto Torres (6), Sassari (6), Carbonia (3,5), Oristano (2,9), Quartu (1,8). Per quanto riguarda la concentrazione di TFA (altri agenti chimici), Olbia è ottava.
