Air Italy, dalla liquidazione alla ripartenza: le proposte dei sindacati

I sindacati tengono alta l’attenzione su Air Italy.

La crisi della Compagnia Air Italy e con essa la sorte dei 1453 dipendenti, di cui oltre 500 in Sardegna, è stata messa dalla pandemia in atto in una sorta di limbo, che sicuramente non concorre ad attenuare le preoccupazioni dei lavoratori interessati e rende complicato per le Organizzazioni Sindacali l’assunzione di azioni efficaci per la loro tutela. La riproposizione di iniziative, come quelle promosse a seguito della comunicazione di messa in stato di liquidazione della Società, finalizzate a mantenere alta l’attenzione sulla vertenza, è oggi di fatto impedita dalle disposizioni sul distanziamento sociale. Gli incontri tenutisi in Regione con tutti i Capigruppo e in Provincia con tutti i Sindaci del territorio, per sollecitare un impegno alla ricerca di soluzioni che evitassero un tracollo economico, sociale e occupazionale, non hanno di fatto avuto un seguito. Come è rimasta senza risposta la richiesta di incontro fatta al presidente Solinas dalle Segreterie Regionali di Cgil, Cisl e Uil.

Per contro l’attività di messa in liquidazione della Società ad opera dei Liquidatori va avanti senza ripensamenti o indugi. Il 3 marzo sono state aperte le procedure di licenziamento collettivo, oggi di fatto sospese per 60 giorni dal Dpcm del 17 marzo. Contestualmente hanno interrotto tutte le attività di volo, con la dismissione di tutti gli aeromobili. Il 19 marzo è stata avviata la procedura per la cessione dei rami di azienda Aviation e Manutenzioni, in lotto unico o separati. La richiesta di incontro ai rappresentanti la Società per avere maggiori informazioni sui ventilati interessi all’acquisizione da parte di società terze è stata garbatamente declinata.

 Il 17 aprile l’ultimo aeromobile, trattenuto per manutenzioni nella base di Olbia,ha lasciato l’isola, un’immagine per chi ha assistito al decollo che anche sul piano emozionale ha significato la fine di una realtà che ha profondamente segnato questo territorio, sotto l’aspetto economico e sociale.

“Se questo è lo stato dell’arte della crisi della Compagnia Air Italy – afferma la segretaria Cgil Gallura, Luisa Di Lorenzo – è fondamentale avere chiara sin d’ora, se vogliamo dare una possibilità di prospettiva ai tanti lavoratori interessati, la strategia e l’articolazione della nostra iniziativa.I tavoli su cui condurre il confronto sono sicuramente tre: Azienda, Governo, Regione Sardegna, tutti ovviamente in relazione fra loro”.

Azienda.

Alla ripresa della procedura, sia in sede aziendale che governativa, sostiene il segretario generale Filt Cgil Gallura Sergio Prontu “dobbiamo continuare a far valere la nostra richiesta di ritiro della messa in liquidazione della Società. La ricerca di soluzioni alternative, stante la difficoltà in cui versa il trasporto aereo nel mondo, non può prescindere dalla adesione della Società Air Italy alla opportunità prevista dal Dpcm 18/20, per le società del settore che abbiano in atto processi di dismissione di attività. I Rappresentanti la Società non procedano con i licenziamenti ma inoltrino richiesta di cassa integrazione per tutto il personale. Abbiamo bisogno di questo tempo”

Governo.

Gli effetti sull’economia della pandemia in corso hanno portato il Governo a riflettere e decidere che alcuni settori, fra questi il trasporto areo, dovranno essere ritenuti strategici per il paese. Lo stesso Dpcm 18/20 apre infatti la strada alla costituzione di una nuova Compagnia di Bandiera con una forte partecipazione pubblica. “Siamo dell’avviso che tale processo non debba riguardare solo la Compagnia Alitalia, ma debba vedere pienamente coinvolto anche tutto il personale di Air Italy. Siamo convinti anche che il progetto debba puntare alla creazione di una grande Compagnia che possa competere ad armi pari con le più importanti Aziende del Settore. Con una sua possibile articolazione societaria sulle tratte intercontinentali, a medio raggio e nazionali.”

Regione.

Nei giorni seguenti alla messa in liquidazione della Società Air Italy, il presidente Solinas ha dato notizia di una interlocuzione in corso con Qatar Airways per la costituzione di una nuova compagnia aerea partecipata dalla Regione. Notizia prontamente smentita dalla Società qatariota.

Riteniamo più verosimile, fanno sapere i sindacati, che “la Regione, nel confronto con il governo, possa rivendicare un ruolo di attore e di possibile partecipazione azionaria, nella creazione della nuova Compagnia Aerea del paese. Specificatamente, di concerto con le altre Regioni interessate, Lombardia-Sicilia-Lazio, partecipare alla costituzione della società che dovrà garantire i voli nazionali, partendo da quelli della continuità territoriale aerea verso le isole”.

C’è un altro tema che ci sta particolarmente a cuore. “L’esperienza di Alisarda e Meridiana ha consegnato a questo territorio una delle poche realtà industriali di eccellenza della nostra isola, quella delle manutenzioni aeronautiche. Con la costituzione di Meridiana Maintenance, società partecipata dalla Regione Sardegna, si puntava a creare un polo sulle manutenzioni che potesse avere una dimensione che andasse oltre le esigenze del vettore di riferimento. La crisi di Meridiana prima e ora di Air Italy ha cancellato questo progetto”.

“Riteniamo che, per impedire che questo patrimonio di professionalità vada disperso, possa essere preso in considerazione dalla Regione, attraverso la sua controllata Sfirs e la partecipata Geasar, l’ipotesi di rilancio graduale del polo manutentivo. Anche dentro il progetto governativo di riassetto di tutto il settore aereonautico”, concludono i sindacati.

Un quadro complesso dunque, la cui soluzione presuppone una forte unità di intenti fra tutte le organizzazioni sindacali impegnate nel raggiungimento del duplice obbiettivo: dare ai tanti lavoratori del settore una prospettiva occupazionale, dare alla nostra regione un sistema di collegamenti aerei certi, anche oltre la continuità, che permetta alla nostra Isola di connettersi con la Nazione, l’Europa, il Mondo rompendo la sua condizione di insularità.

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