Il pastore di Orune tra i protagonisti dei blocchi dei camion al porto di Olbia: “Non ci fermeranno”

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La protesta dei pastori per il latte a Olbia.

Antonio Tolu è un pastore di Orune ed il titolare di un allevamento a Ploaghe. Ma è anche uno dei protagonisti dei controlli ai camion al porto di Olbia di questi giorni. Un’azione pacifica, ma determinata, per alzare i riflettori sulla crisi del prezzo del latte. “Questa rivolta dei pastori è per via della crisi della carne e del latte – spiega -. Con il latte a 54 centesimi più iva al litro non si può più andare avanti. I pastori hanno dei costi per mandare avanti le aziende, mantenere le strutture, comprare i mangimi. La politica sarda stenta, va dagli industriali. Noi pastori stiamo decidendo di non andare a votare in massa. Siamo stanchi delle chiacchiere, vogliamo fatti”.

Il prezzo del latte, secondo Tolu, dovrebbe essere stabilito dai pastori, la parte debole, e non dalle industrie casearie. “Non siamo tutelati dalle istituzioni. Prima con il latte avevamo i soldi per comprare e ristrutturare le aziende – prosegue -. Adesso con un litro di latte non si paga nemmeno un caffè al bar. Caffè e mezza minerale un euro e venti, un litro di latte sessanta centesimi. Ecco perchè i pastori perdono la dignità. Ci sono padri che non hanno i soldi per far studiare i figli, siamo proprio alla fame, siamo una delle parti più importanti dell’economia sarda”. La protesta dei pastori sta trovando sostegno da tutti. “Perchè la pastorizia è il settore trainante della Sardegna – rivendica orgogliosamente Tolu -. Stanno portando la carne e il latte dai Paesi dell’Est. Non va bene, noi abbiamo il prodotto, ed è migliore e va pagato ciò che vale. Da fuori abbiamo fermato un camion con carne putrefatta. A noi li hanno ammazzati i maiali”.

Non è una questione politica, assicura Tolu. “Non ci interessa destra, sinistra o centro – continua -. Andremo avanti finchè non avremo un prezzo del latte stabilito e certo. Non basta che ci diano la caramellina per qualche mese e poi di nuovo punto e a capo. Il prezzo deve essere fisso. E non deve essere inferiore ad un euro più IVA al litro, perchè dobbiamo fronteggiare i costi sempre in aumento. Noi pastori abbiamo perso la libertà, ma adesso lottiamo per riprendercela, per il futuro dei nostri figli e della pastorizia“.

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