Arzachena ricorda Pasquale Ragnedda a un mese dalla scomparsa

Arzachena nel ricordo di Pasquale Ragnedda

Il 20 febbraio un momento di profonda riflessione per la comunità di Arzachena, il trigesimo della scomparsa del professor Pasquale Ragnedda. A un mese dall’addio, la sua figura emerge ancora con vigore, come quella di un saggio custode che ha saputo guidare il territorio attraverso le sfide della modernità.

Chi era

Pasquale Ragnedda non è stato solo un amministratore ricoprendo i ruoli di vice sindaco, prima, e di sindaco dal 2003 al 2008 ma è stato, soprattutto, l’ultimo grande mediatore. In un’epoca di trasformazioni radicali, ha avuto la straordinaria capacità di far dialogare due realtà apparentemente inconciliabili: la Sardegna arcaica con le sue radici profonde e le sue tradizioni secolari e il jet-set internazionale, la “rivoluzione turistica” che ha proiettato Arzachena sulla scena internazionale.
Definito dalla giornalista Marella Giovannelli come “l’ultimo gentiluomo“, Ragnedda ha fatto della gentilezza e dell’ascolto i suoi principali strumenti di governo. La sua eredità politica e umana si riassume con una frase semplice: i turisti vanno e vengono, ma la nostra terra rimane.

Con la sua scomparsa, si spegne una delle menti più illuminate della Gallura. Sotto la sua guida, Arzachena ha dimostrato di poter essere una capitale del turismo mondiale senza mai smarrire la propria anima o trasformarsi in un “non-luogo”. Come ricordato dall’attuale Amministrazione guidata da Roberto Ragnedda, il suo contributo umano e istituzionale resta un pilastro per la crescita della comunità.
Pasquale Ragnedda ci insegna che si può guardare al futuro solo se i piedi sono ben radicati nelle proprie origini.

Oggi la Gallura si riscopre più povera, privata di una guida che sapeva unire visione e concretezza. Tuttavia, la testimonianza di Pasquale Ragnedda continua a vivere nell’esempio di una politica fatta di ascolto e rispetto per l’identità del territorio. Nel giorno del suo trigesimo, Arzachena non si limita a ricordare un ex Sindaco, ma celebra l’uomo che ha impedito che la modernità cancellasse la storia.

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