La vicenda degli atti persecutori a Santa Teresa Gallura.
A Santa Teresa Gallura una controversia di vicinato, protrattasi per mesi, è finita al centro di un procedimento giudiziario per atti persecutori a Santa Teresa. I fatti si sono sviluppati tra agosto e ottobre e hanno coinvolto una famiglia residente nel comune gallurese e una donna di 56 anni, che vive nelle immediate vicinanze.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la situazione sarebbe degenerata dopo la morte del cane della donna, avvenuta per avvelenamento. La 56enne avrebbe attribuito la responsabilità dell’episodio ai vicini di casa, avviando da quel momento una serie di comportamenti ritenuti molesti e intimidatori.
Le querele per atti persecutori a Santa Teresa Gallura e le condotte contestate.
Nel corso di circa due mesi la famiglia ha sporto quattro querele, rivolgendosi ai carabinieri di Santa Teresa Gallura e alla Procura di Tempio Pausania. Gli atti descrivono una condotta reiterata, caratterizzata da urla e offese pronunciate davanti all’abitazione delle persone offese.
Rumori, insulti e presunti danneggiamenti.
Secondo le accuse, la donna avrebbe disturbato i vicini più volte al giorno, utilizzando il clacson dell’auto, fischietti e oggetti metallici come coperchi, anche nelle ore notturne. In più occasioni avrebbe rivolto insulti pesanti, accusandoli di essere responsabili della morte del cane.
Alle molestie verbali si sarebbero aggiunti episodi di danneggiamento, con il lancio di uova contro le auto parcheggiate e il danneggiamento di vasi. La 56enne avrebbe inoltre affisso cartelli nei pressi dell’abitazione dei querelanti con frasi offensive e allusive.
Le dichiarazioni della famiglia avrebbero trovato riscontro nelle testimonianze di altri residenti della zona, ascoltati nel corso delle indagini dalla polizia giudiziaria.
Le conseguenze sulla vita dei vicini.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, le condotte contestate avrebbero provocato nella famiglia stati di ansia e paura tali da incidere sulle normali abitudini di vita. I vicini avrebbero spesso evitato di uscire di casa, temendo nuove molestie o aggressioni verbali.
Questo quadro, sempre secondo gli inquirenti, integra gli estremi del reato di atti persecutori a Santa Teresa, per la continuità e l’insistenza dei comportamenti nel tempo.
Il provvedimento del giudice.
Nei giorni scorsi il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tempio Pausania ha accolto la richiesta del pubblico ministero e ha disposto nei confronti della donna il divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi da loro abitualmente frequentati. È stato inoltre imposto il divieto di comunicazione con la famiglia, anche tramite social network, e l’utilizzo del braccialetto elettronico.
Come dice La Nuova Sardegna, la donna, 56 anni, residente a Santa Teresa Gallura, è indagata per atti persecutori ai danni dei vicini di casa.




