Aurora Livoli come Cinzia Pinna.
Un nuovo femminicidio, avvenuto a Milano, rievoca il delitto di Cinzia Pinna a Palau. Ieri, 30 dicembre, nel capoluogo lombardo è stato trovato il cadavere di Aurora Livoli, 19enne che era scomparsa dal 4 novembre a Latina. Il giallo riapre le ferite in Gallura per le somiglianze con il delitto della 33enne in Gallura. Anche la giovane di Castelsardo era scomparsa ed è stata ritrovata morta in circostanze da portare inizialmente il dubbio possa essere stata vittima di violenza sessuale.
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Ci sono però delle differenze con questo nuovo femminicidio. Aurora Livoli, 19 anni, aveva completamente cambiato regione e l’assassino ancora non ha un nome nonostante sia stato ripreso un uomo con lei dalle telecamere di videosorveglianza. Il corpo è stato trovato in un cortile tra via Paruta e via Padova a Milano, con segni di botte e rivestito in modo sommario.
Ad avvalorare la tesi dell’omicidio vi è un filmato di sorveglianza che ritrae la ragazza arrivare sul posto insieme a un uomo che un’ora dopo si allontana da solo. Le telecamere forniscono una descrizione: è alto, ha un giubbotto bianco e ha i capelli ricci. L’assassino di Cinzia Pinna, invece, è stato subito identificato ed è reo confesso.
Inoltre il riconoscimento della 19enne è stato reso possibile grazie alle telecamere da parte dei genitori adottivi. Il telefono e i documenti della giovane non si trovano. L’uomo ripreso con lei dalle telecamere sembra che si conoscesse con la vittima poiché i due camminavano insieme senza segni di tensione. Si ipotizza, infatti, che il killer sia il suo partner o amico. L’ultima telefonata ai genitori risale al 26 novembre, quando aveva rassicurato la famiglia pur ribadendo la volontà di non rientrare a casa. Il silenzio dei giorni successivi aveva spinto il padre e la madre a denunciarne la scomparsa.
Aurora come Cinzia era una ragazza molto fragile. Il delitto, seppur le circostanze siano diverse, ha riaperto la ferita del caso di Cinzia Pinna, uccisa con estrema brutalità in Gallura. Il caso di Aurora scatena ancora l’indignazione nel Paese per continui femminicidi nel territorio nazionale. In Italia, fino a dicembre, si sono consumati 85 omicidi di donne, di cui una sessantina per opera del partner. Quarantotto (8 in più del 2024) di questi casi sono direttamente riconducibili a un movente di genere e vengono inquadrati nell’ambito della nuova normativa approvata lo scorso novembre.
Nonostante si registri una flessione costante nel numero complessivo di omicidi di donne (fino a due anni fa erano oltre 100), il dato specifico sui femminicidi non accenna a diminuire nel nostro Paese, restando costante nonostante le riforme del Governo. Questo scenario evidenzia come l’odio di genere, in quanto radicato problema culturale, non possa essere contrastato esclusivamente attraverso leggi repressive, a differenza di altre tipologie di omicidio che mostrano invece un trend in calo. L’urgenza è che il Governo metta in campo risorse come la prevenzione, analogamente di quanto è stato fatto in Spagna, che si trova tra i pochi paesi in Europa dove i femminicidi stanno vivendo un costante e forte calo negli ultimi 20 anni. La nazione infatti è all’ultimo posto nel vecchio continente per incidenza dei femminicidi.
