Il 2026 di Vanni Sanna: “Dev’essere l’anno della Zona franca”

Il bilancio del 2025 e i progetti futuri dell’assessore di Olbia Vanni Sanna.

Guardando al 2025 che si chiude e al 2026 che sta per iniziare, Vanni Sanna – assessore allo Sviluppo economico del Comune di Olbia e presidente dell’Ordine dei Geometri della provincia di Sassari – non ha dubbi su quale sia la battaglia più importante da portare avanti per Olbia, la Gallura e l’intera Sardegna.

“Se devo portare con me qualcosa di questo 2025 – spiega – è l’atto formale e politico più importante che ho compiuto come assessore: l’aver rivendicato un diritto che spetta ai sardi, quello della Zona Franca extra-territoriale.”

Un’iniziativa che Sanna definisce senza mezzi termini “sacrosanta”, perché fondata – sottolinea – “su norme costituzionali precise, non su rivendicazioni ideologiche”. Una presa di posizione che ha trovato anche un forte riscontro pubblico: “Il 10 ottobre a Olbia abbiamo organizzato un incontro molto partecipato con la Lega e l’onorevole Alberto Bagnai proprio su questo tema. La risposta della cittadinanza ci ha confermato che è una questione sentita.”

Se c’è però un aspetto che, secondo l’assessore, ha frenato lo sviluppo nel 2025, è la macchina burocratica. “Quello che non ha funzionato – e parlo soprattutto nell’interesse della città e della Sardegna – è la burocrazia urbanistica ed edilizia, che si è ulteriormente irrigidita.”

Secondo Sanna, il problema nasce dal mancato recepimento completo delle norme nazionali: “La Regione non ha applicato in modo pieno la legge ‘Salva Casa’. Questo ha creato incertezza, ha bloccato procedure e, di fatto, ha penalizzato i sardi rispetto al resto degli italiani.”

Una situazione che, aggiunge, “ha portato persino a un ricorso alla Corte Costituzionale, lasciando cittadini e professionisti in una fase di stallo e confusione.”

Guardando al nuovo anno, Sanna è netto: il 2026 deve essere l’anno della svolta. “Il mio obiettivo è uno solo: ottenere per la Sardegna la Zona Franca extra-territoriale.” E spiega: “Ho presentato una richiesta formale. Non avendo ricevuto risposta nei termini previsti, sono legittimato – e lo farò – a ricorrere alla Corte di Giustizia Europea.”

Per Sanna non si tratta solo di un tema locale, ma nazionale: “In una fase economica mondiale segnata dai dazi, la Zona Franca darebbe un enorme vantaggio competitivo alle nostre imprese manifatturiere e agroalimentari. Sarebbe un beneficio per l’Italia intera.” E usa un’immagine destinata a far discutere: “Se ai siciliani si riconosce il Ponte sullo Stretto, ai sardi va riconosciuta la Zona Franca Extraterritoriale.”

Alla domanda sull’augurio per il 2026, Sanna sorride, ma non cambia tono. “Sarò monotono, ma lo ripeto: la Zona Franca è la chiave del nostro futuro.”

E conclude con uno sguardo alle nuove generazioni: “È una questione di equità. Serve a mettere i nostri giovani, i nostri figli, sullo stesso piano degli altri italiani ed europei. Senza questo, continueremo a partire svantaggiati.” Un messaggio chiaro, che chiude l’anno con una promessa e apre il nuovo con una sfida che, per Olbia e la Sardegna, potrebbe rivelarsi decisiva.

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