Dal bambino caduto nella piscina ai vortici d’aria di Marinella, il lavoro degli angeli del mare quest’estate

Il bilancio della stagione estiva.

Ha termine il servizio di salvamento obbligatorio e con esso, di fatto, la stagione balneare 2019. La Società nazionale di salvamento della sezione di Olbia fa un plauso a tutti i bagnini che hanno prestato servizio sul litorale e nelle piscine per l’opera di prevenzione e soccorso.

Nel corso della stagione balneare 2019 numerosi sono stati gli interventi portati a termine con successo dai bagnini di salvataggio, tutto frutto di un’attenta ed incessante opera di prevenzione e di una scrupolosa conoscenza delle tecniche di soccorso, recupero e rianimazione. Nella spiaggia di Marinella i bagnini della Sns di Olbia hanno assistito e portato in zona sicura i bagnanti durante due vortici d’aria molto forti cha hanno causato diversi contusi. Nonostante la bandiera rossa issata ad indicare “pericolo” e ai richiami tramite fischietto. Numerosi sono stati gli interventi di recupero bambini su materassini gonfiabili portati fuori dalle acque di balneazione a causa dei venti di maestrale.

Fra i tanti salvataggi merita d’essere menzionato quello di un bimbo di nazionalità tedesca che, sfuggito al controllo dei genitori, si è tuffato nella piscina di un residence, che era chiusa causa per brutto tempo. È stato prontamente soccorso dal bagnino fino all’arrivo del personale medico e dell’elisoccorso.

La nota negativa dell’estate è, peró, la penuria di informazioni a disposizione dei turisti e dei venditori ambulanti porta spesso ad una sottovalutazione dei pericoli della balneazione.

“È necessario abbandonare il luogo comune che identifica il bagnino di salvataggio con uno stereotipo simbolo di inefficienza e lassismo, iniziando a pensare che si tratta di professionisti del soccorso e della tutela delle aree marine senza i quali gli stabilimenti nel nostro Paese non potrebbero neppure aprire”, dice Andrea Pascalis, direttore della Sezione Salvamento di Olbia.

E Francesco Gambella, istruttore SNS, aggiunge: “Una terra che conta ogni anno un numero crescente di presenze turistiche sulle proprie spiagge e la cui economia è in gran parte caratterizzata da questo settore, non può trascurare una categoria lavorativa così determinante per una corretta offerta”.

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