Bimba positiva alla cocaina a Olbia, nuove indagini

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La bimba di Olbia positiva alla cocaina è stata affidata al padre biologico.

Un caso inquietante ha visto protagonista una bimba di nove anni a Olbia, risultata positiva alla cocaina dopo un ricovero al pronto soccorso. L’episodio ha portato all’apertura di diverse indagini, che hanno coinvolto la madre della minore e il suo ex convivente, un uomo di 64 anni già noto alle forze dell’ordine.

Le prime accuse a carico dell’uomo e della madre riguardavano la trascuratezza che avrebbe permesso alla droga di essere accessibile in casa. Tuttavia, le dichiarazioni rese dalla bambina durante un’audizione protetta hanno svelato ulteriori dettagli agghiaccianti, portando all’apertura di un nuovo procedimento penale nei confronti del 64enne.

La minore ha riferito di frequenti litigi violenti tra la madre e l’ex convivente. In diverse occasioni, l’uomo avrebbe colpito la donna con calci e schiaffi, episodi che avvenivano anche alla presenza della bambina. Una testimonianza particolarmente significativa riguarda un episodio avvenuto in strada, dove l’uomo avrebbe aggredito la madre della bambina, costringendo alcuni passanti a intervenire.

Le indagini condotte dalla procura di Tempio Pausania, hanno portato all’accusa di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti del 64enne. Le violenze fisiche e psicologiche, stando alle ricostruzioni, si sarebbero intensificate nel tempo, anche a causa dell’abuso di alcol e droghe da parte dell’indagato. La vittima ha descritto episodi di grave coercizione, come essere chiusa in casa o sulla veranda, e aggressioni che le hanno causato lesioni documentate da certificati medici.

Su richiesta della procura, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Tempio Pausania, ha emesso una misura cautelare che vieta all’indagato di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla donna e dalla figlia. Nel frattempo, la bambina è stata affidata al padre biologico, mentre la madre è stata sentita più volte dagli inquirenti, confermando le accuse.

Le nuove accuse contro il 64enne segnano un aggravamento della sua posizione giudiziaria, già compromessa dall’inchiesta sulla presenza di cocaina nella casa condivisa con la madre della bambina. Gli sviluppi delle indagini saranno fondamentali per chiarire ulteriormente la dinamica dei fatti e assicurare giustizia alle vittime.

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