Cane Liò avvelenato a Santa Teresa: “Morto tra atroci sofferenze”

Cane ucciso da un boccone avvelenato a Santa Teresa.

A Santa Teresa Gallura, in località La Ficaccia, è stato ucciso un cane maschio da caccia di 8 anni. Liò, questo il nome dell’animale, è stato avvelenato con un boccone di pane mangiato fuori casa ieri mattina, morendo tra atroci sofferenze dopo 24 ore.

Un dolore indescrivibile per la proprietaria Bruna Naitana, che era molto legata al suo anziano cane di piccola taglia. “Non è la prima volta che tentano di avvelenarmelo e un’idea di chi possa essere ce l’hoha raccontato la donna, che ha sporto denuncia ai carabinieri – Questa volta però sono riusciti a uccidermelo. Liò è morto vomitando tanto sangue. Lo abbiamo portato dal veterinario: all’inizio sembrava essersi ripreso, ma purtroppo è morto stamattina”.

I sintomi del cane hanno cominciato a peggiorare verso la sera del 19 agosto. “Lo studio veterinario Careddu, che ringrazio tantissimo, ha cercato in tutti i modi di soccorrere e curare Liò – spiega la proprietaria -, ma purtroppo gli effetti del veleno sono stati devastanti”.

Troppo gravi i problemi neurologici e dell’apparato digerente dell’anziano cane. “Aveva le convulsioni e non stava in piedi e le mucose dello stomaco completamente bruciate – racconta Bruna -. Liò era un cane buonissimo e ben voluto nella borgata, tranne da chi lo ha ucciso in questo modo. La sua morte non deve restare impunita ed è vergognoso che nel 2025 possano accadere cose del genere, che un cane indifeso venga ucciso in questo modo in una piccola località dove tutti si conoscono. Prendersela con un animale è una vigliaccheria”.

Dopo la denuncia della donna, sono iniziate le indagini dei carabinieri e sarà eseguita l’autopsia sull’anziano cane, per accertare le cause esatte della sua morte e identificare i responsabili di questo gesto crudele. Sul caso sono intervenuti la Polizia Locale e i carabinieri. “Li ringrazio tantissimo per essersi interessati di questo atto vile e sono fiduciosa che chi sta gioendo per aver ucciso il mio cane non riderà più”, ha concluso Bruna.

Inasprite le pene.

I maltrattamenti contro gli animali, anche in Gallura, non cessano, ma la normativa oggi è più severa e promette di non lasciare impuniti questi crimini. Dal 1° luglio 2025 è entrata in vigore una riforma storica della legislazione italiana sulla tutela degli animali. La nuova legge inasprisce le pene per maltrattamento e uccisione, introducendo reclusioni fino a 4 anni e multe fino a 60.000 euro nei casi più gravi.

Tra le novità, il maltrattamento che porta alla morte dell’animale comporta un aumento della pena, mentre abbandono e combattimenti sono considerati reati penali con sanzioni severe. La riforma riconosce gli animali come esseri senzienti, segnando un passo decisivo verso una tutela più diretta e concreta, e attribuisce responsabilità anche alle imprese coinvolte in reati contro gli animali.

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