Cantiere sull’isola di Tavolara, dopo il sequestro al via il processo

Il processo sul cantiere di Tavolara.

Domani 7 gennaio è prevista l’apertura del dibattimento davanti al Tribunale penale di Tempio Pausania riguardo il cantiere edilizio sull’Isola di Tavolara, accusato dalla Procura di abusivismo edilizio.

Il procuratore Gregorio Capasso ha citato a giudizio i committenti dei lavori, l’amministratore unico della società committente dei lavori, il direttore dei lavori, e l’amministratrice unica della ditta esecutrice dei lavori.

Sono accusati, in concorso fra loro, di aver realizzato opere ritenute abusive in assenza di permesso di costruire e di autorizzazione paesaggistica demolizione integrale di un fabbricato rurale del 1936 e nuova costruzione in totale difformità del provvedimento unico Comune Olbia. Il gip presso il Tribunale di Olbia aveva convalidato (13 settembre 2019) il sequestro preventivo posto in base agli accertamenti condotti dai carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale.

La vecchia casa rurale è stata trasformata in una villa di circa 300 metri quadrati su due piani, in corso di completamento a un centinaio di metri dal mare. Le indagini di Procura e carabinieri sono partite dall’azione avviata dal Gruppo d’Intervento Giuridico, che, su segnalazione di un gruppo di turisti, aveva inoltrato in proposito una specifica istanza di accesso civico.

“Abbiamo le autorizzazioni di tutti gli Enti preposti al controllo, ottenuti dopo un lungo iter. La costruzione era la casa-alloggio del custode, edificata negli anni sessanta. Anche a me piacciono le cose belle e infatti quando i lavori finiranno, la casa sarà rosa e schermata nel verde. L’ampliamento è consentito dal Piano casa regionale, dal Comune di Olbia sono già venuti a fare dei controlli e non hanno riscontrato nessuna irregolarità. Si tratta di una semplice ristrutturazione di una casa già esistente, sempre nel totale rispetto dei vincoli esistenti”, così spiegava Vittorio Marzano, il proprietario della villa in fase di ristrutturazione.  E poi “dall’ufficio tecnico del Comune di Olbia certificano la regolarità delle autorizzazioni”.

Secondo i carabinieri, invece, “la costruzione andava avanti in totale difformità rispetto alle concessioni ottenute per la ristrutturazione e ampliamento di un fabbricato già esistente. In pratica della vecchia casa non esisteva più nulla, era stato tutto demolito e ricostruito, ad eccezione di un muretto esterno che limitava la corte, e della pavimentazione interna, in dispregio delle autorizzazioni rilasciate in base al cosiddetto Piano casa.

L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico odv, qualificata come “parte offesa” da parte della Procura, presenterà istanza di costituzione di parte civile nel dibattimento, patrocinata dall’avv. Susanna Deiana del Foro di Cagliari.

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