Caos e ricorsi a San Pantaleo: “Dal Comune di Olbia provvedimenti troppo rigidi”

Acque agitate a San Pantaleo, ricorsi contro i provvedimenti del Comune

Dopo le ordinanze di chiusura arrivate a due locali di San Pantaleo parte la controffensiva coi ricorsi al Tar da parte dei titolari. L’amministrazione Nizzi ha usato il pugno di ferro contro l’occupazione abusiva di suolo pubblico, che si è manifestata con la chiusura imposta per gli ultimi giorni di agosto. “Giagoni in piazza” ha ottenuto l’immediata sospensiva da parte del Tar e ha riaperto i battenti mentre Casa Bohème è in attesa del responso.

Giagoni in piazza

“Il Comune di Olbia, per disporre la chiusura, ha applicato una disciplina che a nostro parere non si attaglia correttamente alle attività commerciali ubicate nelle piazze e non nelle strade”. L’avvocato Gian Comita Ragnedda, che ha presentato il ricorso assieme alla collega Dorotea Fiori, parla per il ristorante “Giagoni in piazza”. Secondo gli uffici del Comune dai sopralluoghi effettuati a luglio è emersa un’occupazione di suolo pubblico del Giagoni in piazza maggiore rispetto a quanto autorizzato. “Il Comune ritiene di dover punire con la chiusura, e farlo nel periodo di alta stagione, per contestazioni che risalgono a un altro periodo della stagione. Il Tar potrebbe tenere conto di questi aspetti e operare un bilanciamento nell’esprimere il giudizio. Questo provvedimento nell’ultima settimana di agosto provoca un danno economico e un danno d’immagine”

Casa Bohème

“Sembra che da parte del Comune di Olbia ci sia un accanimento nei confronti delle attività che operano a San Pantaleo”. Luca Guelfi ha dovuto chiudere i battenti del suo Casa Bohème e aspetta l’esito del suo ricorso urgente al Tar. In questo caso il Comune ha contestato l’assenza di autorizzazioni dopo i sopralluoghi di fine maggio e fine giugno. “Da aprile aspettavamo le autorizzazioni ed è assurdo che non vengano rispettati i tempi per un’attività prettamente stagionale – spiega -. Abbiamo sbagliato, ma il giorno dopo abbiamo pagato la sanzione e dall’inizio di luglio abbiamo la concessione in regola”. Nonostante tutto, è arrivata la stangata con l’obbligo di chiusura negli ultimi giorni di agosto. “Così, senza preavviso con i frigoriferi pieni di merce e oltre mille prenotazioni. Una mossa così sembra mirata a distruggere un’attività – continua il titolare di casa Bohème -. In piena estate è arrivata la chiusura di altre attività come il Caffè Nina. La piazza era deserta, sono provvedimenti assurdi”.

Luca Guelfi ha una lunga esperienza con locali in giro per il mondo, ma è stupito da questa presa di posizione del Comune di Olbia. “Mai visto provvedimenti così forti. A Milano la chiusura per cinque giorni non può arrivare per qualche tavolino in più, ma ci dev’essere un grave fatto di cronaca nera o qualcosa di simile. Non capisco questa durezza di Olbia nei confronti della sua frazione di San Pantaleo”.

Condividi l'articolo