Guerra, carburante in aumento: a Olbia diesel vicino ai due euro

A Olbia è caro carburante con aumenti anche sul diesel.

A Olbia i rincari del carburante si fa già sentire, con il diesel che si avvicina ormai ai due euro al litro, mentre le tensioni internazionali continuano a spingere verso l’alto il prezzo del petrolio. Quando un conflitto coinvolge aree strategiche per la produzione e il trasporto di petrolio, i prezzi del greggio tendono a salire rapidamente per il timore di interruzioni nelle forniture.

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L’escalation militare scoppiata tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo ha riportato il petrolio su livelli più alti, con ripercussioni immediate sui mercati internazionali dell’energia. Come spesso accade, però, l’aumento non arriva subito alla pompa. Prima deve attraversare tutta la filiera dei carburanti, dal prezzo del greggio ai prodotti raffinati fino ai rifornimenti dei distributori.

In Sardegna, dove il carburante arriva quasi esclusivamente via nave e viene poi distribuito su camion nel resto dell’isola, le variazioni dei prezzi internazionali tendono a riflettersi rapidamente sul costo alla pompa.

Panoramica sui prezzi del carburante a Olbia.

Nel nord dell’isola gli aumenti sono ben percepibili. Un monitoraggio tra alcuni distributori di Olbia mostra che il gasolio si avvicina ormai ai due euro al litro. Al Beyfin il diesel è venduto a 1,949 euro al litro, mentre all’Agip il prezzo è di 1,849 euro. Al Q8 di corso Vittorio Veneto il gasolio costa 1,898 euro, all’Esso 1,939 euro e al distributore Conad di zona Poltu Cuadu 1,868 euro. Per la benzina verde i prezzi sono leggermente più bassi ma comunque in crescita: si va da 1,618 euro al litro al Conad fino a 1,759 euro all’Esso, passando per 1,689 euro al Beyfin, 1,704 all’Agip e 1,739 al Q8.

Dai dati raccolti emerge una media cittadina che si avvicina a 1,90 euro al litro per il diesel e a circa 1,70 euro per la benzina. Il confronto con i prezzi rilevati a metà gennaio evidenzia l’entità dell’aumento. A metà gennaio il distributore Conad di Poltu Cuadu vendeva benzina a circa 1,558 euro al litro e gasolio a 1,588. All’Esso di viale Aldo Moro la benzina costava 1,569 euro e il diesel 1,629, mentre al Q8 di via Roma si registravano 1,578 euro per la benzina e 1,618 per il gasolio.

Gli aumenti.

Rispetto a quei valori, il diesel è aumentato in alcuni casi di circa 30 centesimi al litro, mentre la benzina ha registrato rincari più contenuti. Tradotto in termini pratici, per un pieno medio di 50 litri di gasolio oggi si possono spendere circa 15 euro in più rispetto all’inizio dell’anno. Secondo gli operatori del settore, le tensioni internazionali incidono rapidamente sui mercati energetici perché gli investitori temono problemi nelle forniture di petrolio e nei trasporti marittimi. Non a caso tra i gestori dei distributori circola una spiegazione semplice ma efficace: ”Più sparano nel mondo, più il prezzo aumenta”.

Se la crisi internazionale dovesse proseguire, i rincari potrebbero continuare anche nelle prossime settimane. In una regione insulare come la Sardegna ogni aumento del petrolio sui mercati globali rischia infatti di riflettersi rapidamente sui prezzi alla pompa e sui costi della vita. Al momento il governo italiano è prudente e si sta concentrando sulla sicurezza degli italiani nell’area e sulla tutela dell’economia nazionale. Per prevenire speculazioni sui prezzi dei carburanti, l’esecutivo ha annunciato misure che aumentano le tasse per le imprese che gonfiano i listini. Un segnale di prudenza che potrebbe contribuire a limitare l’impatto degli aumenti sulle famiglie italiane, comprese quelle della Sardegna.

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