Ci sono anche galluresi tra le centinaia di persone bloccate in Sri Lanka dalla guerra
L’effetto domino della guerra dilaga in tutta l’Asia e ci sono galluresi bloccati anche nello Sri Lanka: “Non riusciamo a partire”. Almeno sette le persone che dalla capitale Colombo stanno cercando il modo di rientrare nelle loro case a La Maddalena, Luras, Palau e Budoni. Il numero continua ad aumentare e sono già più di cento i connazionali bloccati nell’isola a sud dell’India. Proprio in quelle acque gli statunitensi hanno colpito una nave iraniana, perché non ci sono solo gli effetti collaterali della guerra.
Il caos nei cieli del Golfo Persico impedisce la regolarità dei viaggi che da quelle parti fanno scalo prima di raggiungere la Penisola italiana. “Le alternative di rientro che stiamo trovando sono molto incerte e spesso estremamente costose – spiega Fiona Legnani, che cerca il modo di tornare in Gallura -. Alcune opzioni, come passare dall’India, possono cambiare da un momento all’altro e quindi non rappresentano una soluzione sicura. Per questo motivo abbiamo inviato una Pec collettiva e stiamo aspettando una risposta dalle autorità”.
Gli italiani bloccati nello Sri Lanka si sono organizzati con un gruppo Whatsapp per condividere informazioni e cercare di muoversi in modo compatto. Finora nessuna risposta valida dal consolato, ma il tempo passa e la voglia di tornare a casa cresce in modo proporzionale. Ognuno cerca una soluzione, ma non si trovano voli oppure hanno dei costi insostenibili. L’unica via d’uscita, letteralmente, è un intervento diretto della Farnesina.
Nella richiesta di un volo al Ministero degli Esteri viene precisato che gli italiani bloccati nella capitale Colombo “sono disponibili a sostenere eventuali costi necessari per l’organizzazione del volo, ragionevoli, o di eventuali soluzioni di trasporto utili al rientro in Italia, inclusa l’eventuale partecipazione a un volo charter organizzato dalle autorità competenti”.
