La vicenda dei cavalli morti nel traghetto per Olbia.
Si è tenuta la prima udienza sulla vicenda dei quattro cavalli morti sul traghetto Moby da Civitavecchia a Olbia sei anni fa. I purosangue della scuderia Clodia di Roma, erano deceduti per ipertermia corporea prolungata la notte del 13 luglio 2020 all’interno del garage della nave durante la traversata, a causa delle alte temperature sul traghetto. Una morte terribile per i quattro equini che non hanno avuto scampo al loro tragico destino.
L’udienza.
Nel corso dell’udienza che si è tenuta nel tribunale di Tempio Pausania, il pubblico ministero Gianmarco Vargiu e l’avvocata Nazarena Tilocca, rappresentante della parte civile per la scuderia di Anguillara Sabazia e per l’associazione Horse Angels, si sono opposti con successo all’esclusione della compagnia Moby come responsabile civile, che rimane così coinvolta nel procedimento penale.
Sotto accusa ci sono due membri dell’equipaggio, Francesco Lo Nostro ed Ernesto Prudente, imputati per falso per aver dichiarato al comandante di aver accudito gli animali e di averli trovati in buona salute, inserendo poi tale attestazione nel giornale nautico. Ma non era vero in quanto gli equini, tutti e quattro, sono stati trovati morti la mattina seguente dai proprietari.
Dalle carte processuali emerge inoltre che le quattro vittime equine, Bandidu De Zamaglia, Bomodel Da Clodia, Bometeor e Botrus, erano tutte figlie di Bombolino, un esemplare entrato nella storia degli anglo-arabi. Il dibattimento è stato aggiornato e riprenderà nel maggio del 2026.
La vicenda.
La morte di 4 cavalli a bordo di una nave Moby era avvenuta nel luglio 2020, durante la traversata da Civitavecchia avrebbe dovuto raggiungere Olbia. I cavalli avrebbero dovuto gareggiare all’ippodromo di Chilivani. Tuttavia all’arrivo della nave erano stati trovati morti a causa del caldo eccessivo.
