Indagini per il cane ucciso a Olbia.
Sono stati adottati i primi provvedimenti nei confronti del cacciatore accusato di aver ucciso un cane nella periferia di Olbia lo scorso 8 ottobre. I carabinieri hanno identificato l’uomo e sequestrato il suo fucile che sarebbe stato usato per uccidere il pastore maremmano bianco identificato come Zeus. Al cacciatore sono state sequestrate anche altre armi, disponendo la sospensione della licenza di caccia e la segnalazione alla Procura della Repubblica per diversi reati.
Le indagini.
Gli inquirenti stanno inoltre verificando le denunce del proprietario del cane Zeus, il quale ha riferito di essere stato minacciato con l’arma dopo aver chiesto al cacciatore di allontanarsi dalla proprietà privata. Sebbene l’accusato abbia sostenuto di aver reagito all’atteggiamento aggressivo del maremmano verso i suoi segugi, i primi elementi raccolti indicano una condotta sproporzionata. La Lida di Olbia ha confermato l’intenzione di affiancare la famiglia in ogni grado di giudizio costituendosi parte civile e chiedendo il massimo rigore della pena, oltre alla revoca permanente del porto d’armi.
L’associazione ha inoltre lanciato un duro attacco contro l’intero mondo venatorio, respingendo la narrazione dei cacciatori come “sentinelle del territorio”. Hanno definito la caccia una barbarie legalizzata, un passatempo anacronistico e violento tutelato da normative come l’articolo 842 del Codice Civile, che consente l’accesso alle proprietà private e limita la sicurezza dei cittadini.
Secondo la ricostruzione e le denunce diffuse dalla Lida, l’episodio si è consumato all’interno di un terreno recintato e adiacente a un’abitazione, dove il cacciatore si sarebbe introdotto illegalmente. Sorpreso dal cane Zeus, che ha abbaiato per difendere il territorio, l’uomo avrebbe prima cercato di colpirlo con delle pietre e poi imbracciato il fucile esplodendo due colpi a sangue freddo. Successivamente, avrebbe tentato di trascinare la salma verso un canalone per occultare il cadavere; scoperto dal proprietario, si sarebbe scagliato contro di lui puntandogli il fucile carico al volto e minacciandolo di morte prima dell’intervento dei carabinieri e del soccorso medico al padrone, rimasto sconvolto e ferito nella caduta.
Le reazioni sul web.
Nel frattempo, l’attivista animalista Enrico Rizzi ha annunciato che sarà a Sassari il prossimo 24 ottobre, affermando che “questa terra ha bisogno di cambiare”, in un clima segnato dalla forte indignazione e dai duri commenti degli olbiesi contro la caccia. Molti residenti si sono espressi apertamente contro l’attività venatoria, dichiarandosi favorevoli alla sua totale abolizione. Sul web non sono mancate opinioni contrastanti: da un lato c’è chi difende il mondo venatorio, ritenendolo del tutto estraneo a gesti beceri come questo, mentre dall’altro gli animalisti continuano a considerare la caccia una vera e propria barbarie a danno della fauna selvatica, praticata non solo sul territorio locale. Lo stesso Rizzi ha puntato il dito contro l’Isola, definendola una delle regioni in cui la caccia è più radicata e sostenendo come, a suo giudizio, il rispetto per gli animali sia inesistente, come testimoniano i diversi episodi di maltrattamento emersi nelle cronache recenti e passate.
