Il caso del cinema multisala a Olbia.
di Ernesto Massimetti
C’è qualcosa che non torna: perché Cagliari, Iglesias, Sassari, Nuoro e presto Oristano sì, e Olbia no? Parliamo del multisala, struttura sempre invocata da molti per soddisfare la fame di cinema non solo degli olbiesi, ma di tutti i galluresi.
Malgrado qualche goffo tentativo negli anni passati, Olbia continua ad essere una misteriosa eccezione nel panorama sardo. Eppure le sale dell’ unico cinema cittadino, l’ Olbia di via delle Terme, sono quasi sempre piene, i 3 spettacoli che vanno dalle 17 alle 24 segnano spesso il soldout. Segno che l’interesse e i numeri ci sono, tanto più che spesso. si tratta di una proiezione accompagnata da eventi collaterali: dibattiti, presentazioni, discussioni che seguono il film vero e proprio, come nel caso de “La vita va così“, che ha visto un’ anteprima olbiese con tutti i protagonisti.
“Sui numeri credo siano d’ accordo tutti: gli spettatori potenziali viaggiano sulle 200.000 unità – spiega Marco Buioni, presidente dell’associazione Olbia nel cuore -. Senza contare le presenze estive. Eppure, il passo naturale da compiere per una città che si dichiara moderna, è sempre mancato. Non credo ci siano responsabilità politiche, più volte abbiamo sollevato il tema in confronti pubblici. Manca evidentemente un imprenditore disposto a rischiare. Mi risulta che negli anni passati, il Comune fosse disponibile per il reperimento di un’area adatta, nella zona industriale”.
Certo, il multi è comunque e ovunque una struttura privata, che deve rispondere a costi e benefici per andare avanti. I dubbi vengono però quando si vede che aree meno fortunate economicamente, come l’Iglesiente, possono proporre agli appassionati anche 11 film contemporaneamente. E la Gallura?
Il problema si fa sentire più acutamente nei mesi invernali, quando le già affollate sale dell’Olbia devono ospitare la programmazioni teatrali o le proiezioni del cinema d’essai. Un tema dunque urgente se si vuole soddisfare la presenza di spazi culturali.
