Sono passati sei mesi dal femminicidio di Cinzia Pinna.
Cinzia Pinna è stata uccisa per difesa personale? Ci sono altri complici? Dopo 6 mesi da femminicidio a Conca Entosa l’inchiesta entra ora nella sua fase più calda con l’attesa per la relazione dei carabinieri del Ris di Cagliari. Saranno infatti le chat e i rilievi scientifici effettuati nella tenuta di Emanuele Ragnedda, killer reo confesso della 33enne, a confermare o smentire la sua versione.
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I risultati dei rilievi.
I risultati di laboratorio saranno decisivi anche per valutare le posizioni dei due indagati per favoreggiamento, Rosamaria Elvo e Luca Franciosi, accusati di aver aiutato l’omicida a ripulire la scena del crimine e a far sparire gli effetti personali della vittima, come lo zaino, alcuni indumenti e il cellulare. Se Franciosi ha già fornito prove della sua assenza da Palau in quei giorni, la Elvo continua a dichiararsi estranea ai fatti, nonostante fosse presente al momento dell’acquisto di un nuovo divano, comprato da Ragnedda per sostituire quello sporco del sangue della donna.
Il pc.
Sotto la lente degli inquirenti c’è anche il computer dell’imprenditore. Si tratta dell’unico strumento che l’uomo avrebbe usato per comunicare nei giorni del delitto avendo il cellulare guasto. Fondamentale sarà capire se abbia goduto di appoggi logistici per occultare il corpo della 33enne per 12 giorni nel suo vigneto.
Ragnedda si dichiara innocente.
Il killer reo confesso continua a sostenere che si è difeso da Cinzia Pinna, che lo aveva minacciato con un coltello puntato sul viso. Secondo la sua tesi, la 33enne di Castelsardo lo avrebbe aggredito durante una serata a base di alcol e sostanze e che lui, vedendosi minacciato, avrebbe aperto il fuoco, centrando la vittima sul viso diverse volte.
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Una ricostruzione che i pm cercano di verificare incrociando i rilievi balistici e le testimonianze, tra cui quella di una seconda donna che frequentava l’imprenditore e che era con lui poche ore prima che incontrasse Cinzia Pinna per strada, facendola salire sulla sua Jeep verso il tragico destino nella tenuta di Palau.
Femminicidi in Sardegna.
Il 2025 è stato un altro anno nero per la Sardegna sul fronte dei femminicidi. Anche se lo scorso anno il numero delle donne uccise è calato rispetto al drammatico aumento del 250% del 2024, con otto femminicidi sul territorio regionale, la situazione nell’Isola è lontana dallo zero. L’anno passato ha visto anche un’altra donna uccisa, nel Cagliaritano. A livello nazionale, invece, il numero dei femminicidi è in lieve calo (sotto i 100 casi), con, purtroppo, una stabilità per quanto riguarda i casi compiuti all’interno delle relazioni affettive. Il caso di Cinzia Pinna rientra nelle 85 donne uccise nel 2025, una vicenda che ha causato un profondo choc a livello nazionale.
