Tassa di sbarco e continuità territoriale, i nodi da risolvere che toccano Olbia da vicino

Il problema della continuità territoriale.

Incontro a Bruxelles lunedì 10 febbraio o al più tardi martedì 11. Il governatore Christian Solinas è intenzionato a mettere alle strette la Commissione europea per ottenere il disco verde sul piano proposto dalla Regione con la proroga alla continuità territoriale in scadenza il 16 aprile.

Dopo il botta e risposta con l’Ue, che aveva definito informali i contatti avuti finora con la Regione Sardegna, il governatore ha cercato l’alleanza con il Governo e ha già dato la sua disponibilità ad un incontro con Bruxelles.

Ma c’è un’altra partita che si sta combattendo in Regione. È quella dell’istituzione dell’imposta regionale di sbarco. Una proposta di legge sul tavolo della Quinta Commissione del Consiglio sardo, che oggi ha effettuato alcune audizioni, tra cui i rappresentanti delle compagnie marittime e delle società di gestione degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero.  

“Siamo d’accordo sulla introduzione di un contributo d’ingresso come avviene in tutto il mondo – ha detto l’assessore al Turismo Gianni Chessa – a condizione che non si sovrapponga ad altri balzelli già in vigore come la tassa di soggiorno. Il turista che viene in Sardegna deve pagare il giusto e trovare servizi efficienti”.

Di diverso avviso i rappresentanti delle compagnie marittime e delle società di gestione degli aeroporti. “L’imposta di sbarco è, di fatto, un secondo balzello che si aggiunge alla tassa di soggiorno – ha detto l’armatore di La Maddalena Franco Del Giudice, rappresentante anche dell’associazione di categoria – la prima non può escludere la seconda. La tassa di soggiorno è infatti disciplinata da una legge nazionale. Non credo che i comuni costieri che oggi fanno cassa con la tassa di soggiorno siano disposti a rinunciarvi a cuor leggero. Un’imposta di sbarco avrebbe un impatto negativo sui turisti perché, soprattutto nei mesi di spalla, andrebbe ad incidere pesantemente sul prezzo dei biglietti delle navi”. 

Per Lucio Murru, direttore commerciale della Geasar, la società che ha in gestione lo scalo di Olbia, il progetto di legge “non è coerente con gli sforzi fatti dalla Regione e dalla società aeroportuali finalizzati a riposizionare la Sardegna nel Mediterraneo e contrastare la concorrenza di nazioni come Spagna, Francia, Grecia e i paesi del Nord Africa. Uno dei limiti della nostra Isola è che è considerata troppo cara. L’introduzione di una nuova imposta potrebbe rafforzare i nostri competitor”.

Contrario all’imposta di sbarco anche Alberto Perini, direttore generale di Sogeaal, che si occupa dell’aeroporto di Alghero, secondo il quale “un nuovo balzello andrebbe ad incidere sulle scelte dei vettori aerei. Le compagnie ragionano sul costo dei biglietti, per ogni passeggero c’è già una tassa addizionale comunale di 6,5 euro. Prevederne altri 5 avrebbe un impatto negativo sulle scelte dei vettori e degli stessi passeggeri”.

Il presidente della Commissione Piero Maieli ha annunciato ulteriori approfondimenti sulla proposta di legge. “La Commissione vuole arrivare a un testo condiviso, aperto ai contributi di tutti, che fornisca uno strumento utili per incentivare l’industria delle vacanze. Nessuno pensa a una sovrapposizione di imposte. Occorre ribaltare il concetto, il messaggio da veicolare è questo: in Sardegna si paga di meno e lo si fa una sola volta.”.

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