Da Olbia la Sardegna guarda a Marte: tecnologie per costruire sul Pianeta Rosso

Foto: Festival dell’Aerospazio / Mediatris ComunicazioneFoto: Festival dell’Aerospazio / Mediatris Comunicazione

Il Festival dell’Aerospazio chiude con la sfida della Small Mission to Mars.

Dal Museo Archeologico di Olbia lo sguardo si è spostato dalla Luna fino a Marte. La quarta edizione del Festival dell’Aerospazio si è chiusa mettendo al centro il ruolo che la Sardegna può conquistare nella nuova corsa allo spazio: non soltanto ricerca e divulgazione, ma tecnologie, imprese e competenze da utilizzare nelle future missioni interplanetarie. Il Festival, organizzato da Astec, si è svolto dall’1 al 3 ottobre con incontri dedicati alle tecnologie abilitanti, alla Space Economy e all’esplorazione di Luna e Marte.

“La nostra terra potrebbe essere veramente il trampolino di lancio verso il Pianeta Rosso”, ha spiegato Marilisa Pischedda, fondatrice di Astec e direttrice del Festival. La Luna, secondo il percorso tracciato durante la manifestazione, rappresenta il banco di prova per sviluppare sistemi e tecnologie destinati in prospettiva a missioni molto più lontane.

La Small Mission to Mars.

Il progetto più ambizioso è la Small Mission to Mars, sviluppata nell’ecosistema del Distretto AeroSpaziale della Sardegna. Non si tratta di un’idea nata durante il Festival: il Dass lavora da anni al programma e indica il 2031 come obiettivo per il raggiungimento della superficie di Marte da parte del sistema Paese. Un passaggio concreto è già arrivato con Space Manufacturing In-Situ, progetto coordinato dal Dass e finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca. Il programma ha sviluppato tecnologie per l’ingresso e l’atterraggio, uno studio di missione verso Marte e un dispositivo capace di produrre elementi strutturali utilizzando simulanti del terreno lunare e marziano.

L’obiettivo è ridurre la quantità di materiale che una futura missione dovrebbe trasportare dalla Terra. Il principio è quello dell’ISRU, In-Situ Resource Utilization: sfruttare le risorse presenti direttamente sulla Luna o su Marte per realizzare strutture e componenti. Nel progetto ha lavorato anche MR8, partner industriale del Dass, contribuendo alla realizzazione del prototipo presentato durante il percorso di ricerca.

Imprese e ricerca, la Sardegna vuole diventare un laboratorio dello spazio.

Durante la giornata conclusiva di Olbia, Andrea Preve, Space Development Programs Director di Avio, ha indicato la Sardegna come possibile capofila di una filiera a sostegno delle future missioni marziane, grazie alla presenza nell’Isola di imprese e competenze già attive nel settore. Il quadro comprende il Distretto AeroSpaziale, le università, le sedi di Inaf e Cnr e le attività industriali collegate all’aerospazio. Negli anni il Dass ha costruito collaborazioni nazionali e internazionali, partecipato a programmi per la propulsione, i droni e l’esplorazione dello spazio profondo e sviluppato brevetti legati all’utilizzo delle risorse extraterrestri.

Il Festival ha guardato anche alle professioni dell’aerospazio, con un panel dedicato ai percorsi universitari e alle nuove figure richieste dall’industria spaziale. Un tema che lega direttamente la ricerca alle prospettive occupazionali per i giovani e alla possibilità di trattenere o riportare nell’Isola competenze oggi impiegate fuori dalla Sardegna. La quarta edizione si chiude quindi con una prospettiva che va oltre i tre giorni di incontri a Olbia. La sfida adesso consiste nel trasformare progetti, prototipi e ricerca in una filiera stabile. La Sardegna non vuole soltanto parlare di Marte, ma partecipare allo sviluppo delle tecnologie che potrebbero servire per raggiungerlo.

Condividi l'articolo