Furti di sabbia, tra controlli difficili e poca informazione: ogni estate sequestrate a Olbia almeno 2 tonnellate dei nostri arenili

Il problema dei furti di sabbia.

Mentre sono già circa 2 le tonnellate di sabbia, conchiglie pietre e sassi sequestrati all’aeroporto Costa Smeralda di Olbia, più difficile è stimare quale sia la quantità sequestrata annualmente al porto Isola Bianca. Quello aeroportuale è un controllo più puntuale, quasi scientifico. Ogni valigia, infatti, senza scampo viene passata allo scanner. I controlli effettuati al porto, invece, sono lasciati più all’intuito se non alla buona volontà delle guardie che lavorano per l’Autorità portuale.

Purtroppo è assolutamente impossibile operare un controllo a tappeto come in aeroporto. Inoltre, a causa dell’alto traffico presente sulle banchine, nel corso della stagione estiva i controlli delle singole automobili vengono ridotti rispetto alla restante parte dell’anno. Se a questo si aggiunge un numero sempre più esiguo di addetti e una normativa del settore che prevede una percentuale massima di controlli del 10 per cento, è sicuro che i furbetti del souvenir abbiano una vita più semplice.

Ma, nonostante tutte queste difficoltà, il peso dei materiali consegnati ai nostromo di porto della Capitaneria, nell’estate 2018, si è aggirato intorno ai 500 chilogrammi. Ma quanta sabbia e quante conchiglie, se non addirittura esemplari della sempre più rara pinna nobilis, sfuggono ai controlli?

La Legge regionale 16 del 2017, all’articolo 40, prevede una sanzione da 500 a 3000 euro per chiunque asporti sabbia, sassi ciottoli o conchiglie. Una legge che viene ignorata, in particolar modo da molti turisti provenienti dall’estero, che spesso si trincerano dietro ad una conoscenza della lingua italiana non adeguata o a un non sapevo. Un’ignoranza che dovrebbe essere non più giustificata con l’assenza di cartelli ad hoc all’ingresso di ogni spiaggia. O che dovrebbe essere colmata con annunci da parte delle compagnie aeree e marittimi prima della discesa a terra dei turisti.

Un malcostume, quello dei furti di sabbia, che rischia di provocare un serio danno ambientale alla nostra Sardegna. Perché una bottiglietta di sabbia della Cinta, di Porto Taverna, Is Arenas o di ciottoli di Cala Mariolu è tutt’altro che la classica goccia nel mare, giusto per rimanere in tema.

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