Gallerista rapinata a Olbia, dopo 10 anni la triste verità sul nipote

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Ecco chi fu il mandante della rapina della gallerista di Olbia.

Era il 19 agosto 2015 quando due malviventi, a volto coperto e armati di bastone, fecero irruzione nella villa della gallerista di Olbia Antonia Pischedda, allora 74enne, al Lido del Sole. La legarono con fascette da elettricista e le tapparono la bocca con nastro adesivo. Dopo averla immobilizzata, rubarono dipinti dalle pareti e gioielli, fuggendo poi su un’auto guidata da un complice. Ora, a distanza di nove anni, il tribunale di Tempio ha emesso la sentenza per i quattro imputati.

Gianpaolo Muggittu, 69enne di Mamoiada e nipote della vittima, è stato condannato a 4 anni e 6 mesi, considerato il mandante della rapina. Invece, Ezio Zucca, 73enne di Pistoia, accusato di aver cercato di vendere i quadri rubati, è stato assolto. Per gli altri due imputati, Vincenzo Biagio Baldari e Nicola Castelluccia, il reato è stato dichiarato prescritto.

La rapina, durata pochi minuti, fu eseguita con professionalità, come ricordò la stessa Pischedda, che all’epoca aveva testimoniato in aula, rinunciando, però, alla costituzione di parte civile. I responsabili materiali della rapina non sono mai stati individuati, ma dopo sette mesi di indagini, gli inquirenti arrestarono Muggittu, considerato il mandante. Oggi, anche per il tribunale di Tempio, Gianpaolo Muggittu è colpevole.

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