Nati il 10 dicembre 1981 da mamma Enza e babbo Carmine ,a sua volta nato ad Olbia.
La bella storia dei gemelli Merone di Olbia è una storia da copertina. Nati il 10 dicembre 1981 da mamma Enza Ilardi allora ventiduenne e babbo Carmine, hanno fatto parlare di sé sin dalla nascita. Oggi Argia, Luisa, Cristiano, Paolo ed Antonio Merone, festeggiano i loro primi quarant’anni, circondati dall’amore dei genitori e dei loro sette meravigliosi figli.
A raccontarci la vita dei cinque gemelli è la madre Enza, di origini napoletane come i genitori di Carmine, donna solare e simpaticissima. “Mio marito Carmine ed io, ci siamo sposati a Napoli nel 1976 e ci siamo immediatamente trasferiti ad Olbia, dove lui era nato nel 1952 e faceva l’ambulante. Abbiamo deciso di provare ad avere dei figli. Per cinque anni non sono arrivati, poi la sorpresa: ” Andai a fare la prima ecografia al Policlinico Gemelli di Roma – racconta Enza – perché già da allora era attrezzato per i parti gemellari, dei quali abbiamo una familiarità da parte di madre. Io stessa ho due gemelle: Adele e Giusy. Mentre mi facevano l’ecografia, non capivo granché di quello che i medici dicevano fra loro, perché usavano termini scientifici. Vedevo che guardavano il monitor e contavano uno, due, tre, quattro, cinque camere gestazionali. Ad un certo punto, uno dei medici si gira e mi dice che aspettavo cinque gemelli. Mi sono sentita male. Nel senso che ero da un lato felicissima della notizia, ma dall’altra pensavo a come avrei fatto a gestirli”.
Gestire un neonato non è affare semplice, figuriamoci cinque. Questo è ciò che penserebbe chiunque: come fare tra pappe, pannolini, sonnellini, bagnetti, biberon, cambi: era necessario un aiuto per la giovane coppia Merone. Enza decide quindi di trasferirsi a Napoli per i primi quattro mesi di vita dei gemelli, che nascono quasi al termine dell’ottavo mese di gravidanza alla clinica Evangelista di Napoli e pure con un bel peso: il più grande è Cristiano, 1.050 kg, tre peseranno 900 grammi una dei quali femmina e la più piccola 800 grammi. Papà e mamma, nei primi tre anni di vita dei bambini, vengono aiutati nel menage sia dai genitori di Enza che da Napoli si trasferiscono ad Olbia, che dalle stesse gemelle della matriarca Merone: “Era una catena di montaggio“, racconta mamma Enza tra una risata e l’altra, ” qui non si dormiva né di notte, né di giorno. Grazie a Dio sono sempre stati tutti sani e non mi hanno dato problemi di salute”.
I coniugi Merone iniziano a “respirare” quando i cinque gemelli iniziano a frequentare la scuola materna in via del Piave ad Olbia, durante le ore scolastiche i due genitori riuscivano finalmente a ritagliarsi anche qualche momento per loro. Nella scuola materna i piccoli gemelli vengono accolti gratuitamente e questo è stato l’unico grosso aiuto avuto per la famiglia. Perché crescere cinque bambini, per di più gemelli, implica dei costi notevoli, difficili da affrontare. Il comune di Olbia aiuta la famiglia solo nei primi tempi con pappe e pannolini e dopo una richiesta formale di aiuto economico alla famiglia, Sandro Pertini invia loro 100.000 lire.
“Questo è un tasto dolente della crescita dei miei figli – prosegue Enza – che posso dire che abbiamo cresciuto con tanti sacrifici mio marito ed io, senza l’aiuto delle istituzioni. Ricordo come fosse ieri, quando un giorno andai da un’assistente sociale di Olbia a chiedere un aiuto per pagare i libri dei gemelli che allora dovevano entrare in prima media. La sua risposta fu, che nonostante avessi avuto già cinque figli, dovrei aver avuto il coraggio di farne un altro. Girai i tacchi, uscii dall’ufficio e non chiesi più nulla al comune”, dice rammaricata Enza. Sì, perché nel frattempo Carmine ed Enza, a dieci anni dalla nascita dei gemelli, scelgono legittimamente di avere un altro figlio e nasce il piccolo di casa, Gennaro, che quando i medici le hanno detto a seguito della prima ecografia essere uno solo, mamma Enza “ha tirato un respiro di sollievo”.
“Ma al fatto che non ci hanno aiutato economicamente le istituzioni non voglio pensare – prosegue Enza – perché i miei figli nonostante tutto ci hanno dato grandi soddisfazioni. Si sono tutti diplomati, i maschi all’Ipia ed al Deffenu di Olbia, le femmine in chimica biologica a Calangianus. Si sono tutti impegnati sentimentalmente, ci hanno dato sette nipoti e lavorano tutti in modo serio ed onesto, come mio marito ed io gli abbiamo insegnato”.
Oggi i gemelli Merone sono tutti impegnati infatti: Argia è una super mamma, Luisa fa la segretaria, Antonio il ragioniere, Paolo e Cristiano i magazzinieri. I maschi hanno coltivato la passione per il calcio e Cristiano tuttora gioca nel Montalbo. Gennaro, il sesto figlio, lavora nella grande distribuzione.

