Abbandonano rifiuti a Golfo Aranci, ma dopo urla e insulti ci ripensano

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La volontaria, la turista e il sacchetto di rifiuti abbandonato a Golfo Aranci.

Una volontaria di Golfo Aranci impegnatissima nella difesa del territorio, della flora e della fauna della Sardegna ha “sgammato in pieno” una turista che ha ammesso che un sacchetto di rifiuti abbandonato a bordo strada era suo. Una scena che, tristemente, si ripete spesso in Sardegna e che purtroppo non vede come protagonisti solamente i turisti.

Il racconto e il video della volontaria

Il racconto della volontaria descrive perfettamente la situazione: “Ieri allo stop di Terrata ho notato una macchina ferma. Poco dietro, un sacchetto abbandonato sul ciglio della strada che mezz’ora prima non c’era. Mi sono avvicinata e ho iniziato a filmare. L’uomo alla guida mi guardava e ha deciso di allontanarsi. Quando ha capito che continuavo a filmare, è tornato indietro. Non è stata una svista. È stato un gesto bruttissimo. Si erano fermati per abbandonare un sacchetto di spazzatura. L’atteggiamento (…) della signora mi ha fatto veramente arrabbiare.

Godersi la bellezza della Sardegna e poi trattarla come una discarica è inaccettabile, e io davanti a questi gesti non rimango in silenzio e non giro la faccia dall’altra parte. Ben vengano i turisti educati, ma di gente così ne possiamo fare anche a meno. Ben venga chi apprezza le nostre spiagge, la nostra terra, il nostro mare. Ma il rispetto deve viaggiare insieme a loro (…). Dalle loro parti un gesto simile avrebbe come conseguenza una denuncia o perlomeno una sanzione”.

Il video fa sorridere, ma il tema dei rifiuti dei turisti di passaggio in Sardegna andrebbe risolto

La scena ripresa ha un lato comico, perché la turista e la volontaria si capiscono perfettamente, pur parlando la prima in inglese e la seconda in italiano. È il potere espressivo della voce e probabilmente anche della gestualità della volontaria – non inquadrata dall’obiettivo – a fare la differenza, perché la turista ammette: Sì (è mia), Sì (la raccolgo), e si giustifica.

La parte meno comica è che se la volontaria non fosse passata da quelle parti, la busta di rifiuti sarebbe rimasta lì, per chissà quanto tempo, rischiando di finire in parte nella carreggiata, e in parte nella campagna circostante.

La risposta della turista innesca una serie di riflessioni

“Non abbiamo trovato alcun…”: nell’audio non si sente bene cosa la turista non abbia trovato, anche se probabilmente si riferiva a cestini o punti di scarico, lungo la strada.

Premessa fondamentale è che non trovare un punto di conferimento adeguatamente studiato per i turisti di passaggio non autorizza comunque ad abbandonare rifiuti, una condotta oggi penalmente sanzionata dalla normativa ambientale.

Per la turista, le opzioni di una corretta gestione dei rifiuti avrebbero potuto prevedere facilmente di tenere il sacchetto di rifiuti in auto per depositarlo correttamente nei contenitori dei rifiuti presso la struttura in cui alloggia.

Oppure di usufruire – differenziando correttamente i rifiuti – dei tanti cestini appositamente presenti per i “rifiuti da passeggio” nei centri urbani o nei punti strategici – porto, aeroporto, punti di noleggio delle auto -, dato che, a giudicare dalle immagini, si trattava probabilmente dei resti di un pranzo consumato in auto. Alternativa comunque non corretta se si fosse trattato di rifiuti prodotti con la permanenza in un’abitazione, perché i cestini stradali dovrebbero accogliere i rifiuti “da passeggio”, ma che almeno avrebbe consentito di non sporcare il territorio.

“Non va bene così in Sardegna”

La volontaria fa notare alla turista: “Non va bene così in Sardegna“, riferendosi alla busta abbandonata. È anche vero, d’altra parte, che in molti comuni della Sardegna è assente un protocollo di gestione dei rifiuti prodotti dai turisti di passaggio – camperisti o turisti che alloggiano in un altro comune durante le digressioni territoriali -. Gli ecocentri quasi sempre non prevedono l’accesso da parte di persone che non sono utenti iscritti al servizio di igiene ambientale comunale, soprattutto per motivi di tracciabilità del rifiuto, e dei relativi costi di gestione – si tratta di utenti che con gli attuali protocolli producono costi senza essere associati e che quindi non contribuiscono ai costi del servizio -. A Golfo Aranci, per esempio, l’ecocentro è accessibile alle utenze domestiche residenti nel Comune, stabilmente o stagionalmente.

I nuovi bandi dei servizi di igiene ambientale, spesso, prevedono questo tipo di problema e aprono alle soluzioni proposte dai gestori in gara. Ma parte fondamentale della gestione dei rifiuti dei turisti di passaggio, soprattutto nei comuni costieri o a forte vocazione turistica, rimane la prevenzione, da perseguire con adeguata cartellonistica e con un’integrazione delle informazioni fornite presso i diversi uffici turistici del territorio.

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