Incendio Nautica Acqua, prime verifiche nel capannone di Olbia

Incendio cantiere nautico Olbia

Le verifiche dopo l’incendio nel cantiere Nautica Acqua.

È iniziata ieri, con l’accesso dei consulenti nel capannone distrutto, la delicata fase degli accertamenti tecnici sull’incendio che il 22 aprile ha devastato il cantiere Nautica Acqua, a Olbia. Le fiamme, scoppiate nel primo pomeriggio, hanno ridotto in cenere una quarantina di imbarcazioni e causato danni stimati in centinaia di milioni di euro. Il sopralluogo è stato condotto dai periti incaricati dalla Procura di Tempio Pausania, guidata dal pubblico ministero Claudia Manconi, affiancati dagli esperti delle parti offese e degli indagati.

Le operazioni, svolte sotto la supervisione dei vigili del fuoco, hanno riguardato l’identificazione delle aree da analizzare per chiarire origine e dinamica del rogo. Al centro dell’inchiesta, oltre al capannone, anche una barca della Maori, indicata come possibile punto d’innesco. Poiché il natante è stato quasi completamente distrutto, verrà esaminato un modello identico sequestrato in precedenza.

Cinque le persone sotto indagine, tra legali rappresentanti e addetti alla manutenzione, accusate a vario titolo di incendio colposo e falso. La Procura intende verificare eventuali carenze nelle misure di sicurezza e nella conformità degli impianti. Depositata anche la relazione dei vigili del fuoco con rilievi effettuati tramite droni e scanner.

Condividi l'articolo