Incivili a La Maddalena, i volontari scoprono tre discariche

“Un arcipelago senza plastica”, caccia alle discariche a La Maddalena

I volontari di “Un arcipelago senza plastica” scoprono e ripuliscono altre tre discariche sulle coste di La Maddalena.

“Sta diventando sempre più difficile salvaguardare l’ambiente di La Maddalena e Caprera – spiegano . A rischio le nostre bellezze. Naturalmente senza paura di essere smentiti, senza il gruppo di volontari di ‘Un arcipelago senza plastica’, la situazione nel nostro arcipelago sarebbe veramente tragica. Lo dimostrano i documenti in nostro possesso dopo 90 interventi di gruppo. In queste uscite, dal 2018 ad oggi vi hanno preso parte 3415 volontari, che hanno raccolto oltre 188,136 tonnellate. Gente senza scrupolo abbandona di tutto. Infatti, i volontari hanno ripulito totalmente vecchie e nuove discariche, coste e fondali da ogni tipo di rifiuto (motori, frigoriferi, carrelli, copertoni, moto, biciclette, batterie, ecc”.

L’intervento con dieci mezzi

“Nella giornata di sabato i volontari, grazie alla collaborazione dell’Ente Parco e del consigliere Falchi, sono ritornati in tre zone di prestigio ambientale, dove sono state scoperte mega discariche nascoste tra la vegetazione e rischiose da raggiungere per i volontari, che si sono dovuti calare con le funi. Sono stati utilizzati 10 mezzi, anche una piattaforma per recuperare grossi, che hanno effettuato più viaggi. Anche nella costa di La Maddalena e Caprera le volontarie hanno recuperato pick-up di plastica portata dal mare. Ci domandiamo il motivo perché nessuno interviene con delle telecamere visto e considerato che in alcune zone la situazione si continua a ripetere da sempre”.

“È impensabile che ogni volta si deve ripetere sempre le stesse cose – commentano dal gruppo – in altre città, grazie alla tecnologia sono stati sanzionati individui che abbandonavano di tutto. Nella giornata di sabato i volontari si sono recati in una zona a una cinquantina di metri dal mare per recuperare lavatrice, cucina a gas, altri elettrodomestici oltre a ferro di ogni tipo. Sarebbe ora che l’amministrazione provinciale e comunale facessero qualcosa“.

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