La Maddalena, la denuncia: ”Guardie giurate al freddo e senza luce nei siti dismessi”

ex arsenale la maddalena

La situazione delle guardie giurate a La Maddalena.

La Maddalena e la vertenza sicurezza nei suoi siti storici tornano al centro dello scontro sindacale per le condizioni di lavoro insostenibili, la mancanza di servizi primari e le promesse istituzionali rimaste del tutto disattese. È un vero e proprio atto d’accusa quello lanciato dalla Filcams Cgil Gallura riguardo alla situazione in cui operano quotidianamente i lavoratori impiegati nel servizio di Guardia Particolare Giurata (GPG) presso i tre principali complessi dismessi dell’isola: l’ex Arsenale Militare, l’ex Ospedale Militare e l’ex Club Med.

Nessun intervento risolutivo.

Nonostante lo stato di agitazione proclamato già prima della stagione estiva e le formali segnalazioni inviate a tutti gli enti competenti, il quadro resta drammatico. A nulla è servita finora l’ispezione dello Spresal (il Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro), che ha pure emesso un apposito verbale di prescrizione per violazione delle norme sulla salute e la sicurezza. La Regione Sardegna, pur avendo dichiarato nei mesi scorsi di voler accogliere le istanze dei lavoratori, non ha attuato alcun intervento risolutivo.

La situazione all’ex Club Med.

L’unica risposta concreta finora riscontrata sul campo si è rivelata del tutto inadeguata. Presso l’ex Club Med è stato infatti posizionato un container completamente vuoto, privo di energia elettrica, senza pannelli solari e sprovvisto perfino dei minimi arredi base. I vigilanti continuano così a prestare servizio all’aperto, esposti alle intemperie e a gravissimi rischi. ”Dopo un anno di segnalazioni, denunce e un verbale dello Spresal, l’unica risposta della Regione è stata un container vuoto e inutilizzabile. Il tempo dell’attesa è finito”, denuncia con fermezza la Filcams Cgil Gallura.

Cosa succede all’ex Arsenale.

Nei restanti complessi la situazione è altrettanto precaria. All’ex Arsenale Militare si registra la totale assenza di corrente elettrica e riscaldamento. I servizi igienici disponibili sono completamente al buio, rendendone l’utilizzo altamente pericoloso, specie durante i turni della notte. A ciò si aggiunge il cancello d’accesso, dal peso di svariati quintali e privo di automatismo elettrico, che costringe le guardie a faticose manovre manuali con gravi conseguenze sulla colonna vertebrale. Presso l’ex Ospedale Militare, invece, l’impianto elettrico risulta precario e instabile, soggetto a continui guasti in occasione di pioggia e temporali. Alla vigilia dell’imminente stagione invernale, i lavoratori sono costretti a fronteggiare il freddo, provvedendo persino in autonomia alla pulizia dei bagni e all’allestimento di fortuna di una stanza di stazionamento.

La tensione tra i lavoratori e le rappresentanze sindacali è ormai arrivata al punto di rottura. ”Un anno fa la Filcams Cgil è intervenuta per far luce su questa condizione di abbandono che durava ormai da anni. Abbiamo accordato fiducia e concesso tempo alle istituzioni, congelando lo sciopero a seguito di rassicurazioni che si sono rivelate vuote. Oggi diciamo basta: i lavoratori sono stanchi, preoccupati e indignati. Sentirsi invisibili e privi della dignità di persone, oltre che di lavoratori, sta compromettendo gravemente il loro stato d’animo”, dichiara il sindacato.

Di fronte al persistere dell’inerzia istituzionale, l’organizzazione sindacale annuncia un‘imminente ripresa delle proteste in città. ”Senza risposte immediate e concrete che garantiscano standard minimi di sicurezza, igiene e dignità lavorativa, il sindacato riattiverà immediatamente tutte le azioni di protesta e le mobilitazioni necessarie a tutela dei diritti delle Guardie Giurate”, ribadisce la Segretaria della Filcams Cgil Gallura.

Condividi l'articolo