L’influencer Piero Armenti spiega perché è arrivato col gommone in riva a Caprera – VIDEO

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Il giornalista influencer proprietario dell’agenzia di viaggi per italiani a New York condivide su Instagram il video dell’approdo alla spiaggia di Caprera: si scatenano le polemiche.

Non ci sta Piero Armenti, il giornalista influencer che ieri è stato travolto dalle polemiche per aver condiviso un video in cui approda col gommone in una spiaggia di Caprera. Noto nei social per aver trasformato la sua passione per New York in una redditizia attività di organizzazione di viaggi per italiani nella metropoli statunitense, l’influencer è da qualche giorno in Sardegna per una vacanza tra mare cristallino e resort di lusso nel nord della Sardegna.

Le polemiche.

Un noto quotidiano locale gli ha dedicato un articolo in cui, con riferimento al video, l’episodio viene etichettato come “Estate cafona“. “È evidente che io stesso sia vittima di un malinteso“, commenta Armenti. Il giornalista, nell’intervista concessa a Galluraoggi, spiega di essersi affidato a dei professionisti: “È evidente che non stessi guidando io il gommone e che io non sia uno skipper, né un esperto di parchi naturali. Mi sono affidato a una ditta specializzata locale, che mi ha messo a disposizione il gommone con lo skipper. E che ho profumatamente pagato – a fondo pagina la ricevuta di 1300 euro -: è assurdo che mi siano date colpe”. Perché scagliarsi col turista che paga per un servizio? Se ci sono irregolarità da parte del professionista a cui si è affidato, è il turista la vittima di un sistema che non lo tutela. Quando organizzo io i tour di New York con “Il mio viaggio a New York” metto a disposizione guide preparate, e sono loro responsabili degli itinerari, non i turisti che mi pagano”.

Le norme.

Ovviamente, i sardi quando vedono il proprio territorio, in qualche modo, violato, si sentono in guerra: l’ambiente è l’unica ricchezza per la Sardegna, non ci sono grosse risorse alternative attraverso le quali sviluppare un’economia. Ma in questo caso, l’ambiente violato non è l’unico problema. Esistono delle norme di sicurezza che riservano le porzioni di mare davanti a spiagge e scogliere ai bagnanti e impongono ai natanti e alle unità da diporto di non avvicinarsi oltre i 200 metri di distanza dalle spiagge – Ordinanza di Sicurezza balneare 2025 della Capitaneria di porto di La Maddalena – , e di poter trasportare passeggeri fino all’arenile solo in canali delimitati da boe – Deliberazione del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale Arcipelago di La Maddalena 5 luglio 2004 n. 20 – Titolo III -: “Ribadisco che io sono, al massimo, parte lesa. Perché mi trovo accusato di una cosa quando è evidente anche dal video che c’è uno skipper professionista sardo che guida, e io sono un passeggero. L’articolo che parla di “turismo cafone” è pieno di inesattezze e diffamatorio. Ovviamente fa comodo fare il titolone sull’influencer cafone, (…) il solito articolo diffamatorio acchiappa click”.

La mancanza di controlli.

Occasione persa per approfondire il tema dei controlli. “Riguardo alle irregolarità, ho notato che molti gommoni e le barche violano le norme, in tutte le cale. E non ho notato nessun controllo. Sarebbe potuta essere l’occasione per fare un articolo serio sulle compagnie sarde che violano le regole. Ma è evidente che non ci sia interesse per la Sardegna, interessa solo fare l’articolo sull’Influencer per avere i like”.

L’influencer si godrà la Sardegna per il resto della vacanza, lasciandosi alle spalle l’episodio, e non si rivarrà sulla ditta fornitrice del servizio: “La Sardegna è stupenda, i prezzi della Costa Smeralda sono ovviamente più alti che in altri posti, ma l’ho scelto io. Per me che vivo a New York, sono prezzi normali. I sardi sono persone fantastiche, compreso il nostro skipper sardo, che è stato molto gentile. Il proprietario della compagnia si è scusato di persona e ci siamo anche fatti un selfie insieme”.

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