Low cost sarda, visioni diverse in Forza Italia tra Cappellacci e Cocciu

Sull’ipotesi di una low cost sarda visioni diverse tra Cappellacci e Cocciu

Uno è deputato, l’altro capogruppo in Consiglio regionale: da Forza Italia arrivano due opinioni diverse sull’ipotesi di una low cost sarda. Per Ugo Cappellacci non è una strada percorribile, per Angelo Cocciu un traguardo che non si è raggiunto con la Giunta Solinas. Dopo l’annuncio di Etna Sky, una cordata di privati siciliani che annuncia una low cost, si discute su un possibile progetto analogo in Sardegna. La Gallura è al centro del dibattito con Olbia che ha visto nascere Alitalia e Meridiana. Il primo a intervenire è stato il presidente di Federalberghi, Paolo Manca, che sostiene che solo con un forte intervento pubblico sarebbe realizzabile. Linea che, in pratica, viene ripresa da Ugo Cappellacci. Mentre Cocciu ha lavorato perché nascesse direttamente sotto l’egida della Regione.

Cappellacci: “Piccola compagnia vivrebbe solo con componente pubblica”

“Le sfide sono talmente globalizzate e massive e le necessità di investimento dei vettori sono tali che secondo me è estremamente difficile immaginare una compagnia con dimensione così ridotta”. Così l’ex presidente della Regione, Ugo Cappellacci. “Abbiamo l’esempio attuale di Aeroitalia, una compagnia low cost che vive grazie alla continuità territoriale sarda – spiega -. Il Corriere ha analizzato i conti fallimentari: se gli togli al continuità, muore”. Per il deputato di Forza Italia la strada della low cost sarda è praticamente impercorribile. “Non credo ci siano le condizioni per fare piccole compagnie – conclude -. A a meno che non siano sostenute in modo forte da una componente pubblica o un apporto filantropico. Che in questi tempi mi sembra difficile immaginare”.

Cocciu: “Nella scorsa legislatura noi ci abbiamo provato”

“Per me è qualcosa di realizzabile“. Ha un’opinione diversa Angelo Cocciu che per Forza Italia è capogruppo in Consiglio regionale e siede al fianco di Settimo Nizzi in Comune a Olbia. “Lo dico perché nel precedente mandato abbiamo studiato in questa direzione, ma alla fine ci sono sempre stati i paletti dell’Unione europea – spiega Cocciu -. Era fattibile, l’abbiamo studiata col precedente assessore ai Trasporti, Antonio Moro“. Questa era la soluzione pubblica, per una compagnia gestita dalla Regione. “Quando c’è stato il salvataggio di Alitalia son stati messi da parte tanti velivoli, che sono ancora fermi nei principali aeroporti, che sarebbero stati messi a disposizione della Regione Sardegna – spiega Cocciu -. Nel salvataggio di Alitalia non è rientrata Meridiana-Air Italy per dimenticanza del Governo Conte. Avremmo potuto recuperare gli aerei e la Regione Sardegna avrebbe costituito una propria low cost”.

“L’alternativa era un’iniziativa pubblico-privata. C’erano compagnie con aeroplani recenti pronte a collaborare con la Regione Sardegna. Noi avremmo coperto le spese – conclude Cocciu -. Per portare a avanti questo progetto basterebbe contattare le compagnie, ma vedo che non è una priorità di questa Giunta regionale”.

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