Il presidente di Federalberghi Sardegna scettico su una possibile low cost sarda
“L’idea di una low cost sarda è una bella suggestione, ma solo col sostegno dello Stato”, così il presidente di Federalberghi Paolo Manca. Il deputato del gruppo misto Manlio Messina ha lanciato l’iniziativa di Etna Sky, una nuova low cost messa in piedi da una cordata di imprenditori siciliani. In Sardegna c’è il precedente pubblico coi traghetti della Saremar, progetto naufragato dopo 5 anni. Per quanto riguarda i collegamenti col Continente si resta appesi ai vari bandi per la continuità territoriale. Il problema lo risolse a suon di soldoni l’Aga Khan con Alisarda, poi Meridiana e poi AirItaly. Ma è solo un ricordo.
“Solo col sostegno dello Stato”
Seguendo il caso siciliano, viene da chiedersi: c’è la possibilità che una cordata di imprenditori crei una low cost sarda? “Sono attività che hanno bisogno di coperture finanziarie enormi“, spiega il leader degli albergatori sardi che ha ben presente il ruolo dei vettori nell’economia e nella vita della Sardegna. “Anche chi è del mestiere si trova davanti problemi non indifferenti e solo col sostegno dello Stato si potrebbe pensare a iniziative di questo tipo – commenta Paolo Manca -. Si tratta di un’idea sentimentalmente intrigante, ma sul piano pratico praticamente irrealizzabile. Abbiamo il caso di Air Corsica, ma quella resta in piedi perché garantita da Air France e dal governo francese. Il traffico regional è difficile per tutti, anche per chi è del settore. Basta vedere come sono andate male le cose con Etihad per Alitalia e Qatar Airways per AirItaly”.
Il problema dei costi
“Si tratta di un sistema molto complicato – continua Manca -. Sicuramente per l’operatività su tratte già esistenti, il rischio è quello del vuoto. Se non riempi l’aereo il costo cresce per quei posti vuoti e si aggiunge a tutti gli altri costi. Affascinante l’idea della cordata di imprenditori, ma solo con l’intervento dello Stato. Ma intervento esterno, perché sappiamo bene che quando ci prova direttamente il pubblico le cose non vanno bene”.
