Slitta la legge sulla Provincia della Gallura, le conseguenze e chi ci rimette davvero – L’ANALISI

La mancanta approvazione della legge sulla Provincia della Gallura.

Alla fine la legge sulla nuova Provincia della Gallura (leggasi Nordest) non è passata. Ieri pomeriggio il Consiglio regionale, cancellando il senso delle Commissioni e della Consulta per l’autonomia, ha dato l’ultima prova del suo disfattismo, con un balletto tra i rapppresentanti della maggioranza poco edificante. E come poteva essere diversamente a poco più di un mese dal voto, con nessun onorevole disposto ad una concessione che possa avvantaggiare un territorio, che non sia quello del proprio collegio di appartenenza?

La legge sulla nuova Provincia finisce così impantanata in un intreccio di emendamenti e di giochi elettorali facilmente prevedibili. Non ne hanno colpa i consiglieri regionali della Gallura Giuseppe Meloni del Pd, Giuseppe Fasolino di Forza Italia, Pierfranco Zanchetta dell’Upc e Giovanni Satta del Psd’az. La loro ingenuità sta nel fatto, semmai, nell’aver creduto che sarebbe potuto andare diversamente. E nel non aver previsto questo assurdo balletto, anticipando i tempi della discussione di almeno un anno.

A conti fatti saranno probabilmente loro stessi, chiamati a spiegare in campagna elettorale (se anche la prossima settimana arriverà la fumata nera da Cagliari) il perchè la Gallura, uno dei territori più urbanizzati e in crescita della Sardegna, non possa godere di nessuna autonomia. Non tanto i consiglieri del centrodestra, come Fasolino e Satta. Quanto quelli del centrosinistra. Ad inziare dallo stesso Meloni che per questa legge ci ha messo l’anima. Con un Pd al minimo del consenso alle urne, riuscire ad ottenere due seggi nel collegio per il partito, nella prossima legislatura sarda, con questo clima, sarà molto dura.

Si consumerà così una guerra fratricida tra i democratici, con Meloni che dovrà cercare in ogni modo la supremazia sull’assessore regionale uscente all’Agricoltura Pierluigi Caria. I candidati di Forza Italia, Lega, eccetera, potranno, invece, fare loro la debacle della Provincia, promettendo una rapida approvazione della legge già in primavera, in caso di vittoria. A rimetterci meno, al momento, sarà proprio la Gallura, come territorio. Da sempre abituata all’isolamento istituzionale e a sopportare la tirannia delle Province storiche, aspetterà la prossima occasione per rivendicare quello spiraglio di autonomia amministrativa che si merita.

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