La vicenda di Michael Frison resta un giallo.
La Procura di Tempio Pausania ha avanzato richiesta di archiviazione sulla scomparsa di Michael Frison, il ragazzo italo-inglese scomparso nel 2024 a Luras. Questa svolta alimenta ancora di più il dolore nella famiglia che sta cercando risposte sulla scomparsa del 25enne, arrivato nell’isola per far visita ai nonni sardi. Il giovane aveva deciso di trascorrere un periodo di volontariato agricolo nella proprietà di una coppia tedesca in località Val di Corru con un’amica inglese incontrata sul web. Dopo qualche giorno è svanito nel nulla.
La svolta.
Sul posto erano scattate le ricerche, ma erano stati trovati solo alcuni abiti e una bottiglia d’acqua. Le incessanti ricerche non hanno portato a nulla purtroppo. Le indagini, focalizzate inizialmente sull’ipotesi di reato di istigazione al suicidio a carico di ignoti, si sono concluse senza che emergessero elementi volti a dimostrare che Michael si sia tolto la vita. Per queste ragioni la Procura ha firmato l’archiviazione, specificando tuttavia che l’eventuale emersione di nuovi elementi consentirà la riapertura del fascicolo.
Il dolore della madre.
La decisione del pubblico ministero è stata accolta con forte dolore ma anche con determinazione dalla madre Cristina Pittalis, trasferitasi in Gallura dall’Inghilterra proprio per seguire da vicino il caso. Assistita dall’avvocata Esther Lettieri insieme ai genitori affiancati dalla legale Solange Marchignoli, la donna ha annunciato l’intenzione di presentare opposizione alla richiesta di archiviazione. La difesa sostiene infatti che vi siano ancora aspetti non esplorati oltre a profonde contraddizioni nelle testimonianze rese dalle persone informate dei fatti, ritenendo indispensabile proseguire gli accertamenti per fare piena luce sulla sorte di Michael.
