Migranti della Ocean Viking a Olbia, mobilitazione Asl per l’accoglienza

L’accoglienza dei migranti della Ocean Viking a Olbia.

La nave Ocean Viking della Ong Sos Mediterranée, con a bordo 85 migranti, tra cui 34 minori e 14 donne, ha raggiunto le acque al largo di Tavolara, a Olbia. Qui ha sbarcato i passeggeri più vulnerabili: bambini, neonati e donne in gravidanza. Successivamente, una motovedetta della Capitaneria di Porto ha trasportato i migranti al porto di Olbia. Tra loro, 28 minori e 13 donne più alcuni uomini, tutti accolti in un punto di primo soccorso allestito nella stazione marittima, nell’area sterile della zona imbarchi.

A bordo della motovedetta che sta trasportando i migranti verso la terraferma, sono presenti medici e infermieri dell’Asl per garantire l’assistenza sanitaria necessaria durante il tragitto. All’arrivo al porto di Olbia, all’interno della stazione marittima, è stata allestita una squadra di professionisti della salute, composta da medici e infermieri provenienti da vari dipartimenti. Tra questi, il Dipartimento di Prevenzione – Area Medica con il Sisp, il Dipartimento Donne e Minori con ginecologi e pediatri, nonché il Distretto di Olbia e il Servizio Professioni Infermieristiche. A supervisionare le operazioni, è presente anche il direttore generale dell’Asl, Marcello Acciaro. Il coordinamento di questa squadra multidisciplinare è fondamentale per garantire l’assistenza adeguata ai migranti, in particolare ai più vulnerabili, come bambini, donne in gravidanza e neonati.

L’Ocean Viking, nave di soccorso della Ong Sos Mediterranée, era stata inizialmente destinata al porto di Genova dopo aver soccorso un gommone in difficoltà al largo della Libia il 20 gennaio. Tuttavia, in seguito alla necessità urgente di sbarcare i migranti più vulnerabili, tra cui bambini, donne incinte e persone con gravi condizioni di salute, la nave ha deciso di modificare il suo percorso. Questa deviazione ha portato l’imbarcazione a dirigersi verso la Sardegna, dove è stata programmata una sosta per completare l’operazione di sbarco dei migranti più fragili, prima di riprendere la rotta verso il porto di Genova. La scelta di fare scalo in Sardegna è stata dettata dalla volontà di garantire una protezione tempestiva per le persone più in difficoltà, assicurando che potessero essere assistite adeguatamente prima di proseguire verso il porto finale.

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